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Economia e Finanza

MARIO DRAGHI/ Per il Financial Times è uomo dell'anno 2012

Il Financial Times incorona il presidente della Banca centrale europea uomo dell'anno per il suo impegno a salvare l'euro. L'intervista a Mario Draghi

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Per il Financial Times, il presidente della Banca centrale europea, l'italiano Mario Draghi, è l'uomo dell'anno 2012. Un riconoscimento significativo data l'autorevolezza che ha il giornale inglese nel campo dell'economia e della finanza. Un riconoscimento che viene dall'aver svolto un compito decisivo, secondo il giornale: aver salvato l'euro. Nello stesso numero del giornale appare anche una intervista al presidente di Bce in cui spiega il futuro del suo lavoro e avverte: mollare adesso sul fronte dell'austerità vorrebbe dire buttare via tutti i grandi sacrifici fatti dai cittadini europeo. E', come dice ancora il Financial Times, "l'italiano determinato a salvare l'euro": per il quotidiano il suo discorso dello scorso 26 luglio pronunciato a Londra ha determinato il significato del ruolo da lui svolto. Quando cioè disse che nell'ambito del suo mandato era pronto a fare tutto ciò che sarebbe servito per salvare l'euro. C'è riuscito? Al momento sembrerebbe di sì: nel corso dell'intervista Draghi spiega come la Bce continuerà il suo impegno ma non potrà da sola risolvere ogni oca, dipenderà anche dall'impegno die governi europei. "Non dobbiamo dimenticarci che la ragione per cui il risanamento è diventato centrale nelle raccomandazioni della Bce è perché non si possono costruire sistemi sui debiti e sui deficit che la crisi finanziaria ha mostrato insostenibili" dice, la situazione è ancora seria anche se negli ultimi tempi cominciano a mostrarsi segnali incoraggianti così come progressi. Il prossimo anno, aggiunge, ci sarà una lenta ripresa, ma solo nella seconda parte del 2013. Non stiamo sottovalutando le difficoltà ancora presenti, ad esempio la situazione in Spagna e Grecia, ma ha motivi per dimostrarsi fiducioso: "I Paesi che hanno avuto successo negli aggiustamenti di bilancio e nelle riforme hanno mitigato gli effetti recessivi di breve termine delle politiche di bilancio. I Paesi in grado di gestire questo mix di politiche hanno la possibilità di ridurre le difficoltà che derivano dal risanamento". A questo proposito, alla domanda se stia pensando all'Italia, Draghi risponde: no, sto ensando all'Irlanda.