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Economia e Finanza

TOBIN TAX/ Un tassa con “l’inghippo” che fa fare bella figura al Governo

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Più che altro, l’applicazione in un solo Paese rischia di indebolire gli operatori nazionali a favore di quelli esteri. Tuttavia, non si determinerà alcuna perdita di posti di lavoro. Per il semplice fatto che la norma complicherà  lo svolgimento delle operazioni a tal punto da rendere necessario il mantenimento degli organici, specialmente per le funzioni di operatività e retro-ufficio.

Il gettito previsto sarà, in ogni caso, estremamente limitato. Qual è, quindi, la ratio del provvedimento?

L’Italia segna un colpo a livello europeo. Dimostra che una tassazione di questo genere, per quanto perfettibile, si possa implementare. Forse qualche altro Paese seguirà l’esempio. Il Governo, inoltre, lancia un segnale: indica che la sua azione economica è orientata verso le famiglie e le imprese e non verso la finanza speculativa. Non si tratterà, quindi, di una norma scritta dalla banche.

In Francia com’è andata a finire?

La Tobin Tax ha una connotazione decisamente più ideologica. Tra il Governo di sinistra e le banche si sta giocando uno scontro di grande esposizione mediatica. La situazione è decisamente meno sotto controllo perché si inscrive nell’ambito di una fiscalità che sta cambiando e che mira a colpire i grandi patrimoni, le plusvalenze e il medio-ceto alto. La fuga di capitali verso il Belgio sta raggiungendo livelli inquietanti.

Come evolverebbe la situazione italiana nel caso di un Governo sbilanciato a sinistra e deciso a introdurre la patrimoniale?

Attualmente, il quadro, rispetto a quello francese, è mitigato. Nell’ipotesi di una legislatura sbilanciata a sinistra, il Governo italiano dovrà imparare dagli errori di Hollande.

 

(Paolo Nessi)

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