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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Il segreto della Fed che può salvare l’Italia

Il presidente della Fed, Ben BernankeIl presidente della Fed, Ben Bernanke

Il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha annunciato una vera e propria rivoluzione ancorando esplicitamente la politica monetaria e i tassi di interesse al raggiungimento di un obiettivo di abbassamento della disoccupazione dal 7,8% al 6,5%. E’ qualcosa che in Europa non dibattiamo nemmeno, pur avendo una disoccupazione superiore all’11%. In questo modo stiamo mettendo a rischio un incredibile investimento istituzionale che abbiamo compiuto dalle macerie della Seconda guerra mondiale.

 

Per quale motivo allora l’austerity è considerata come una soluzione?

 

Il Governo Monti si è trovato con il problema di rassicurare l’Europa sul fatto che certe politiche “allegre” portate avanti in passato non sarebbero ritornate. La colpa di queste ultime va ai governi precedenti, e non certo a Monti. Un uomo della credibilità del nostro presidente del Consiglio avrebbe potuto spenderla molto meglio, gestendo la politica economica a favore dell’Europa e del Paese. Non lo ha voluto fare perché evidentemente si è reso conto che non glielo avrebbero permesso. Si è dimenticato, però, che a un uomo come lui la Germania avrebbe concesso tantissimo. Monti ha dimostrato abbastanza coraggio, ma in situazioni eccezionali abbastanza non basta.

 

Che cosa avrebbe dovuto fare?

 

Battendo i pugni sul tavolo, avrebbe subito ottenuto la possibilità di aumentare il debito pubblico, riuscendo a pagare le piccole imprese che stanno attendendo il versamento dei crediti della Pubblica amministrazione. Avrebbe inoltre potuto mettere all’asta nuovi titoli di Stato, per girare immediatamente la liquidità alle aziende. Ha preferito non adottare queste misure, perché questo avrebbe voluto dire il fatto di riconoscere il credito commerciale e farlo diventare un credito di mercato, con la conseguenza che sarebbe entrato nelle statistiche ufficiali.

 

Lei critica le politiche di innalzamento delle tasse volute dall’Ue, ma nell’Europa scandinava le imposte sono molto più elevate che in Italia eppure le imprese stanno bene …

 

La chiave del successo delle economie scandinave sono gli enormi investimenti in competenze, la correttezza, la mancanza di corruzione e di conflitti d’interesse della forza lavoro pubblica. Tutti obiettivi che richiedono una forte volontà politica e del tempo. Nel Regno Unito, Margaret Thatcher ha rivoluzionato il settore pubblico nel giro di 15 anni. Prima dei suoi governi predominavano dei sindacati non interessati agli interessi dei cittadini contribuenti, che coprivano le scorrettezze, le assenze, la pigrizia di tanti lavoratori, le pratiche scorrette di assunzione degli amici.

 

Proprio come in Italia…

 

Margaret Thatcher ha combattuto tutti questi malcostumi e ha cambiato la qualità della forza lavoro pubblica. Nei Paesi scandinavi, ormai da 300 anni, sono state create delle regole del gioco tali per cui quando entri nella Pubblica amministrazione sei onorato e lavori per i tuoi cittadini. Non diciamo quindi che occorre spendere di più perché lo fanno nel Nord Europa. Occorre prima compiere la rivoluzione svedese, riformando la Pubblica amministrazione, e poi decidere se aumentare la spesa pubblica o diminuirla.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
17/12/2012 - Riforme vere e finte della p.a. (antonio petrina)

Nel tentativo di riformare la p.a. pro crescita il governo tecnico è incappato in una riforma di dubbia costituzionalità ( riforma delle province ) ,dimenticando però la malasorte già da esso stesso impressa alla vera riforma della p.a. che dopo 3 lustri il precedente governo ,a costituzione invariata,aveva varato e cioè il federalismo fiscale ! Come si fa a costruire un motore nuovo alla p.a. senza poi dargli il carburante ??

 
16/12/2012 - Lo spread cala grazie a un Mario sì ma Draghi (Carlo Cerofolini)

Lo spread quando è calato è stato grazie un Mario sì ma Draghi con l’intervento massiccio della Bce sul mercato secondario per l’acquisto dei titoli di stato. Del resto con Mario Monti di recente lo spread ha superato pure quota 500 e lui stesso quando è successo ha detto, se non erro, (sintetizzo) che non ci dovevamo preoccupare più di tanto e che i fattori che lo determinavano erano molteplici (proprio come Berlusconi), salvo poi dire quando lo spread è sceso sotto quota 300 che il merito era suo (!). Inoltre, se ben ricordo, anche Bankitalia ha di recente affermato che avere uno spread alto non avrebbe inciso più di tanto sull’economia e quindi implicitamente neppure sul piazzamento delle tranche di Bot via via in scadenza, non su tutto lo stock chiaramente, e comunque, sempre secondo Bankitalia, fino al 2017 tutto sotto controllo perché problemi particolari di scadenze corpose di titoli di stato fino ad allora non ce ne sono.

 
15/12/2012 - collocare i nostri BOT (attilio sangiani)

Monti ha dovuto affrontare subito il problema del collocamento dei nostri BOT. Altrimenti la macchina dell Pubblica Amministrazione si sarebbe inceppata,con enormi danni,tipo "Grecia". C'è riuscito,abbassando lo "spread",che,comunque,è sempre indice di maggiori costi per ottenere credito,rispetto alle imprese ed allo Stato tedeschi. Ora il Governo dovrebbe provvedere davvero ad incoraggiare la "crescita". Tuttavia Monti non ne ha il tempo,a meno che si candidi,entrando nella lotta politica e sbarrando la strada alla sinistra. Bersani al potere,insieme a Vendola,farebbe precipitare la crisi di fiducia nella nostra economia,nonostante le parole rassicuratrici di Bersani......

 
15/12/2012 - Cui prodest? (Carlo Cerofolini)

Proprio così, la speculazione internazionale ha colpito e colpisce l’Italia perché si vuole impadronire dei nostri asset migliori per un tozzo di pane, come ha già fatto ai tempi del Britannia, e chiaramente le banche d’affari tipo GS si fregano le mani per le ricche commissioni che agguanteranno. Inoltre tutte le altre nazioni, nostre competitor sulla scena mondiale, hanno tutto l’interesse a metterci fuori gioco e la politica del rigore e tasse di Monti & C., che porta alla rovina, è funzionale a tutto questo. Usque tandem….

 
15/12/2012 - Ue germanocentrica espresso di Babele (Carlo Cerofolini)

Anche in quest’articolo si evidenzia non solo che l’Ue, come aveva ben predetto Margaret Thatcher, è l’espresso di Babele che ci porterà alla rovina, ma come Monti non sia la persona adatta a farci scendere da questo convoglio destinato a deragliare, a meno che non cambi completamente registro. Le vie giuste (su tutte la Bce deve poter battere moneta, come tutte le banche centrali!) per uscire da questa trappola – come ha evidenziato di recente anche il Financial Times - le aveva individuate Berlusconi, solo che poi non ha avuto la forza di percorrerle e farle percorrere alla Ue, prona soprattutto agli interessi egoistici della Germania.