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FINANZA/ La "trappola" del '29 blocca la ripresa dell'Italia

Pubblicazione:lunedì 17 dicembre 2012

Angela Merkel e Barack Obama (InfoPhoto) Angela Merkel e Barack Obama (InfoPhoto)

Dopo la megacrisi del 2008 gli economisti avvertirono governi e Banche centrali che avrebbero dovuto evitare gli errori di politica fiscale e monetaria che in America trasformarono il crollo borsistico del 1929 in una depressione mondiale duratura. La lezione storica era chiara: (a) una crisi drena liquidità nel mercato e quindi non va curata alzando le tasse e il costo del denaro, ma “inondando” di liquidità stessa il sistema; (b) il protezionismo per tutelare il lavoro in una nazione in crisi, in realtà lo distrugge perché blocca il commercio internazionale.

La seconda lezione è stata capita e applicata da quasi tutti i governi del pianeta e grazie a questo abbiamo evitato una depressione globale. La prima ha ispirato l’azione della Riserva federale e del governo statunitensi, riportando velocemente l’America, locomotiva mondiale, in crescita pur lenta: aumento della spesa pubblica, riduzione del costo del denaro a zero, acquisto del debito da parte della Banca centrale per garantirlo, mantenimento della bassa tassazione, svalutazione del cambio per stimolare l’export. Ma l’Eurozona ha fatto l’esatto contrario, mettendosi a rischio di depressione o di stagnazione prolungata nel migliore dei casi.

Perché? È stata data priorità al contenimento del debito e alla bassa inflazione senza calibrarla con la priorità della ripresa e crescita. Inoltre, la Bce, per limiti di statuto, non ha potuto garantire gli eurodebiti, né attuare una politica monetaria adeguata, né abbassare il cambio per stimolare l’export. Ciò è successo perché è prevalso l’idealismo economico tedesco che, diversamente dal pragmatismo economico americano (e di tutti gli altri nel mondo), ha imposto l’ordine finanziario a scapito di crescita e lavoro.

L’Italia è stata costretta a togliere denaro dal suo mercato, alzando le tasse e riducendo la spesa, proprio in fase recessiva generale, cadendo così in una spirale depressiva. Il punto: ora il drenaggio è arrivato ai limiti di sostenibilità. Oltre questi limiti, la perdita strutturale di ricchezza (lavoro, aziende, risparmio) sarebbe tale da perfino impedire la ripresa nel futuro.


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COMMENTI
17/12/2012 - La Bce deve poter battere moneta (Carlo Cerofolini)

Motivo di più perché il prossimo governo si impunti affinché la Bce possa subito battere moneta, in caso contrario dobbiamo uscire dall’euro, prima di finire dissanguati a favore soprattutto della Germania e quindi di fare la fine della Grecia.

 
17/12/2012 - la trappola dell'euro e l'uscita di sicurezza! (antonio petrina)

C'è stata la trappola della liquidità ( premio nobel dell'economia 2008) ed anche il suo opposto ( austerity di scuola bocconiana /franco - tedesca)in questa crisi nata per un cattivo consiglio dato al presidente Clinton di abolire una legge emanata per arginare la crisi del 29!