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GEOFINANZA/ Così la Super-Bce "copre" ancora i guai della Germania

Pubblicazione:lunedì 17 dicembre 2012

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Ovviamente da tale meccanismo di controllo diretto è stata esclusa una certa categoria di banche, casualmente proprio quelle che corrispondono al profilo delle Landesbanken, cioè delle banche regionali tedesche, quelle più colpite dal deprezzamento di titoli spazzatura e di bond greci. Allora perché l’opposizione di Weidmann?

Il perché è presto detto. Infatti, la Bce, agendo come supervisore unico, potrà decidere in qualunque momento di esercitare direttamente i propri poteri nei riguardi di qualunque altra banca, di qualunque dimensione (e quindi anche le casse di risparmio, le Landesbanken o gli istituti di credito cooperativi tedeschi), se lo reputerà necessario per assicurare una coerente applicazione di alti standard di sorveglianza bancaria.

Nonostante l’opposizione iniziale tedesca è salvo insomma il principio secondo cui la Bce (pur non gestendo direttamente la supervisione delle 6.000 banche dell’Eurozona, ma delegando in gran parte questo compito alle autorità nazionali) resta comunque l’ultima istanza a decidere se occuparsi o no direttamente di un particolare istituto di credito, se lo considera necessario. Quindi, di fatto, la Bce non metterà il naso nelle banche regionali tedesche, se non quando sarà troppo tardi. Questo è il grande risultato sbandierato dai giornali e dai politici europei in questi giorni. Come se fosse cambiato qualcosa, come se veramente si fosse fatto qualcosa per la crisi economica.

Intanto sono uscite pure le previsioni europee sul 2014, previsioni fosche che confermano un aumento della disoccupazione. Vuol dire che, nonostante tutti i proclami la crisi porterà a ulteriore peggioramento nel 2014, come modestamente pure io (che non sono nessuno) avevo preventivato. Già che ci siamo, faccio anche un’altra previsione: lo spread si manterrà basso fino alle elezioni, quasi che la speculazione voglia confermare il buon lavoro fatto da Monti (per loro e per i loro interessi) finora. Ma a elezioni fatte, chiunque abbia vinto, lo spread tornerà sopra 500, e i mercati e la Merkel e l’Europa ci imporranno di nuovo il loro uomo di fiducia.

Ma state sereni, il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Non hanno previsto la reazione del popolo. Ci vuole solo un popolo.



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COMMENTI
17/12/2012 - Nelle urne la verità (Carlo Cerofolini)

Premesso che i furbi (la Germania) prosperano fino a che ci sono i fessi (l’Italia), è chiaramente necessario che gli italiani si destino e capiscano che la cosiddetta agenda Monti, scritta sotto dettatura tedesca, porta solo alla Grecia e quindi alle prossime elezioni non solo non devono disertare le urne ma devono dare il loro voto ad un partito a vocazione nazionale che si impegni ad attuare un programma opposto a quello fatto dal governo tecnico, a far sì che la Bce possa battere moneta e quindi su questo si faccia intendere a livello Ue e pure a voler cambiare la Costituzione in senso presidenzialista in modo che l’esecutivo possa governare.

 
17/12/2012 - proposta (alessandro milesi)

La Sua analisi e' molto lucida ma mi sembra che manchi l'energia, nelle schiere stremate dei piccoli imprenditori, dei lavoratori autonomi,di studenti e disoccupati per intavolare proteste civili e incisive(anche in Grecia e in Spagna). Il sistema si regge, credo, sulla manipolazione dei mercati, a convincere l'opinione pubblica che le cose vanno o stanno per andare bene (la Fed insegna). Forse l'unica forma di protesta efficacie perche' la politica torni ad occuparsi di economia reale invece che di spread e' smettere di comprare titoli di stato (non c'e' niente di patriottico nel sostenere una finanza pubblica corrotta). I risultati di questo o quel governo vengono misurati con l'andamento dei mercati finanziari: occorre forse negare la schizofrenia tra mercati e economia reale. Il modello Schumpeteriano della "distruzione creatrice" che invece la Germania ci sta imponendo alla fine distruggera' essa stessa, perche' colpisce soprattutto le categorie piu' produttive del nostro paese: attraverso un'amministrazione pubblica di fedelissimi, vassalli ben pagati che si occupano della esazione delle gabelle. Avere una "colonia" di morti di fame pero'non serve neanche al colonizzatore. Saremmo interessati a promuovere insieme a voi un'iniziativa di "sciopero" dall'acquisto di titoli di stato, se vi sembra sensato. Abbiamo una base non enorme di sottoscrittori, circa quindicimila ma relativamente affezionati Grazie Alessandro Milesi, www.finanze.net