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FINANZA/ 1. Italia e Spagna, il "default" si avvicina

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Anche perché o Draghi rende le aste Ltro appuntamenti fissi almeno due volte l’anno, non si sa come quali soldi, oppure i tassi di interesse che le nazioni pagano per piazzare il loro debito torneranno a salire una volta che il placebo della Bce avrà finito di narcotizzare i mercati. È un cane che si morde la coda, perché se non si riesce a tornare a condizioni di finanziamento sul mercato normalizzate, le banche si troveranno costrette a vendere i titoli di debito che hanno acquistato con i soldi delle aste Ltro, ponendo ancora maggiore pressione sul finanziamento sovrano e sui suoi costi. Anche se nessun politico, tranne qualche eccezione come quella rappresentata da Giulio Tremonti, ve lo dirà mai apertamente, avendo comprato così tanto debito dell’eurozona, le banche nell’area periferica dell’Ue ora sono le maggiori detentrici delle liabilities dei loro governi e quindi stanno sedute su una bomba a tempo di perdite.

Siamo di fronte a uno schema Ponzi sponsorizzato dai governi, visto che i problemi di solvibilità o finanziamento delle banche non sono stati risolti dalle aste Ltro, ma sono in carico alle varie banche centrali: insomma, istituti di credito deboli sostengono debiti sovrani deboli per ottenere in cambio la tutela governativa. Come due persone che annegano e che si attaccano l’una all’altra per cercare di salvarsi. E non fatevi ingannare dagli spread: la situazione bancaria spagnola, nonostante i 37 miliardi arrivati dall’Ue, sta ancora peggiorando e la bolla sulla proprietà sta per esplodere. Inoltre, con il suo appello di luglio, nel quale si diceva pronto a supportare l’eurozona a qualsiasi costo, Mario Draghi ha di fatto annunciato la collettivizzazione del debito bancario, il quale è tre volte il debito sovrano per entità: insomma, o i creditori scendono a patti e accettano le perdite, oppure salta il banco.

Tanto più che la declamata unione bancaria non serve a nulla se non a garantire profitti a Wall Street e alla City londinese, oltre che permettere alle Landesbanken tedesche di fare i loro comodi a spese dei cittadini europei, oltretutto ammantando la situazione con la coperta della solidarietà tra stati membri. I punti insoluti, al netto degli sforzi della Bce e della sua volontà di trasformarsi nella migliore delle ipotesi in un bancomat e nella peggiore ma non più peregrina in un hedge fund sottocapitalizzato, sono sempre gli stessi: non potendo gli Stati svalutare la propria moneta, non hanno altra via se non il processo doloroso della svalutazione interna per produrre beni a un prezzo minore rispetto ai concorrenti nell’Unione. Peccato che, a eccezione dell’Irlanda, nessun’altro dei Paesi in crisi sia riuscito a dar vita e seguito a questo processo, anche per l’assistenzialismo mascherato della Bce: se il denaro dei salvataggi, sovrani o bancari poco cambia, continua ad arrivare copioso e a truccare conti e situazioni, nessuno sarà stimolato a operare reali cambiamenti.


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COMMENTI
21/12/2012 - Profezia Maya (Santino Camonita)

Leggo sempre con molta attenzione gli articoli del dott.Bottarelli anche se confesso di finanza capisco pochissimo. Mi colpisce che da quando è iniziata questa crisi, Bottarelli ha sempre annunciato che la catastrofe ( default, uscita dall' euro, etc..etc..) era sempre dietro l'angolo: questione di settimane diceva, se non di giorni, e poi... poveri noi! E invece siamo purtroppo o per fortuna, ancora qui, e ci tocca risentire l 'ennesima volta,...che la fine del mondo è vicina...ormai, credeci, stavolta è sicuro! Saluti e alla... prossima profezia PS: ho il sospetto che la civiltà dei Maya non è del tutto scomparsa, qualche discendente, sotto mentite spoglie, si aggira per le vie del mondo.

 
18/12/2012 - Italia e Spagna (delfini paolo)

Uno dei grossi problemi E'proprio la BCE, serve il ritorno alla sovranita' monetaria.