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Economia e Finanza

GIGANOMICS/ Monti, Mps e la patrimoniale “francese” che tenta il Pd

Sarebbe importante che ora il Paese ripercorresse tutta la vicenda Mps e ricostruisse le cause che hanno portato una florida banca a dover chiedere l’aiuto statale per evitare il fallimento. I 3,9 miliardi di bond non vengono dal cielo, ma dalle casse pubbliche, dai contribuenti che devono pagare Irpef, Imu, Tarsu e tutti i giorni sentono annunci di ulteriori, imminenti aggravi fiscali. I signori che per decenni hanno governato a Siena saranno chiamati a rendere conto di quanto hanno fatto oppure tutto finirà a tarallucci e vino come nella più consolidata, italica tradizione? I primi segnali non sono incoraggianti, come dimostra il caso di Giuseppe Mussari. Questo brillante professore che per anni ha versato 100 mila euro alle casse del Pd senese, nel 2001 è diventato presidente della Fondazione che controlla Mps, e dal 2006 e fino al giugno scorso è stato presidente dell’istituto. Quindi tutto quanto è successo a Rocca Salimbeni in quel decennio, ha in qualche modo il suo marchio o, se si vuole, le sue impronte digitali. Tanto che la magistratura lo ha messo sotto indagine. Per la casta dei banchieri, invece, tutto quello che ha fatto è positivo ed encomiabile e merita un premio. Mussari lo ha avuto, visto che è stato nominato presidente dell’Abi. Evidentemente un gesto di solidarietà della casta dei banchieri verso un compagno che ha sbagliato. Ma, alla luce di quanto è successo e del costo del salvataggio di quella che fu la sua banca, non potrebbe Mussari, per decenza, dimettersi dall’Abi?

 

Messaggio dalla Francia. François Hollande prosegue nella sua guerra ideologica ai ricchi come testimonia la clamorosa protesta di Gérard Dépardieu emigrato in Belgio per sfuggire la supertassa del 75% sui redditi superiori al milione di euro. Ma c’è un’altra risposta al rigore dell’inquilino dell’Eliseo meno eclatante, ma più pericolosa: i francesi stanno esportando massicciamente capitali all’estero. Un’indicazione interessante per Bersani e i suoi che parlano sempre più spesso dell’opportunità di introdurre “una bella patrimoniale”. Il Tesoro italiano deve collocare ogni anno titoli per oltre 420 miliardi di euro per rinnovare il suo debito. Non può permettersi fughe di capitali.

 

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