BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Fortis: così la Germania usa l’Europa (e l'Italia) per i suoi affari

Pubblicazione:mercoledì 19 dicembre 2012

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

E’ stata disposta a mettere in comune quello che le garantiva dei vantaggi. Quando sono emersi i problemi e si è trattato di salvare la Grecia, si è tirata indietro. E, lasciando decantare la questione, ha avuto modo di sanare parte delle proprie criticità bancarie.

 

Veniamo all’Italia: quanto ha inciso l’atteggiamento tedesco sulla nostra politica economica?

 

Abbiamo avuto la colpa di non aver avuto per anni uno straccio di strategia. L’unica è stata quella conservatrice, anche se tutto sommato efficace, di Tremonti. Il quale, attraverso i tagli, ha tenuto i conti in ordine. Fino a quando tutta la maggioranza di allora non si è ribellata. La debolezza del governo italiano si è trovato in una lunga agonia. Fino ad arrivare a uno spread che, benché non riflettesse i fondamentali della nostra economia, ci ha obbligato a una cura da cavallo, per evitare la debacle dei nostri titoli.

 

In cosa è consistita la cura di Monti?

 

Nel far recuperare la fiducia compromessa lo scorso anno, quando la gente scappava dai nostri titoli pubblici. Gli stessi italiani hanno avuto paura e hanno iniziato a vendere i titoli che possedevano. Le politiche d’austerità vanno inscritte in questo scenario. Senza di esse, Monti non avrebbe mai potuto andare in giro per l’Europa pretendendo, per esempio, la liberalizzazione dei servizi tedeschi o politiche per lo sviluppo. Una volta dimostrato che siamo stati in grado di mettere i conti in ordine, tuttavia, avremmo dovuto negoziare qualcosa di più per contemperare crescita e rigore.

 

Cosa, per esempio?

 

Non si capisce perché dobbiamo fare il pareggio di bilancio in tempi così rapidi quando nessuno al mondo rispetta gli impegni sul deficit. Il nostro debito pubblico, inoltre, è aumentato (e, prevalentemente, per i prestiti concessi al Fondo salva-stati) ma in misura inferiore rispetto a quello della Germania. Avremmo potuto, a questo punto, chiedere 12 mesi in più per raggiungere il pareggio.

 

(Paolo Nessi



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
21/12/2012 - dal condominio europeo non si scappa! (antonio petrina)

Dalle saggie analisi del prof Fortis si ricava l'indirizzo di proseguire ,senza buttare a mare i sacrifici finora fatti dall'attuale e precedente governo , nelle politiche di stabilità ( non austerity) e sostenibilità del nostro debito coniugandole con la crescita del PIl garantito dall'avanzo primario ,rilevando altresì che una fondazione tedesca paragonava quello del bel paese sia più sostenibile dopo le riforme fatte ( previdenza in primis!): vedi news sulle condizioni del debito tedesco e del bel paese ne IL Giornale del 20.12.2012.

 
19/12/2012 - Fatelo leggere a Mauro (Diego Perna)

Ma MarioMauro li legge gli articoli di Fortis, e conosce i dati economici del ns paese nell' ultimo anno, o pensa anche lui che la vita sia deteminata dallo spread , dai mercati e dall ' euro, ora che non é piú alla corte di Berlusconi

 
19/12/2012 - commento (francesco taddei)

ma come si fa a voler stare in un'europa dove un solo paese comanda e fa solo i suoi interessi?