BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Fortis: così la Germania usa l’Europa (e l'Italia) per i suoi affari

MARCO FORTIS spiega perché la Germania, dopo aver per anni goduto dei benefici della condivisione dell’euro, quando si è trattato di aiutare gli altri si è tirata indietro

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Come da copione, la campagna elettorale di Silvio Berlusconi si è incardinata sui binari anti-tedeschi. L’ex premier, intervistato da Paolo Del Debbio, si è detto convinto del fatto che la grave situazione in cui versa l’Italia dipenda da un’austerità recessiva imposta «dall’egemonia non solidale ma egoista della Germania». Certo, sappiamo bene che le sta provando tutte per risalire la china e riconquistare la pancia degli elettori. Non sarà, tuttavia, che nel merito abbia ragione? Lo abbiamo chiesto al vicepresidente della Fondazione Edison, Marco Fortis.

Siamo sopraffatti dall’egemonia tedesca?

Ci sono delle grandi potenze economiche che, come sempre è avvenuto nella storia, pongono i loro interessi davanti a tutto. Gli Stati Uniti hanno fatto scoppiare la crisi, ma sono riusciti a gestirla, anche per gli ampi margini di manovra di cui dispongono sul fronte monetario. Anche la Germania sta cercando di sistemare, anzitutto, la sua situazione. In un contesto, a dire il vero, piuttosto contradditorio.

Ci spieghi.

Da, un lato ci sono le imprese tedesche che fanno di tutto per evitare lo sfascio dell’Eurozona; finché ad avere difficoltà era solo la Grecia, non avevano avvertito pressoché alcun contraccolpo. Nel momento in cui centinaia di milioni di contribuenti europei hanno iniziato a tirare la cinghia, hanno iniziato a essere fortemente penalizzate dal calo dell’export. Dall’altro, tuttavia, cresce un elettorato che disprezza sempre più i paesi del Mediterraneo, convinto che essi passino il tempo a succhiare risorse dalla Germania. La Merkel, in buona parte sta privilegiando, per mere ragioni elettorali, costoro.

In questo scenario, in cosa consiste la strategia della Germania?

Cominciamo col dire che la Germania è un Paese che ha campato per 11 anni, dal 1999 al 2011, grazie ai surplus commerciali bilaterali. Dalla Francia sono provenuti 300miliardi di euro di surplus cumulato, da Spagna, Grecia e Portogallo, altri 300. Da noi, siccome non siamo un "Paese scendiletto", e disponiamo di un’industria forte, solo 150. Si può dire, infatti, che dalla Germania compriamo quasi esclusivamente le auto. Normalmente, nelle economie di mercato, quando un Paese ha un grande surplus, la sua valuta, dopo pochi anni, va alle stelle. Questo non è accaduto alla Germania perché ha potuto godere di un cambio fisso uguale a quello dei paesi che gli compravano i prodotti. Gran parte della competitività tedesca, quindi, deriva semplicemente dall’euro. Per 11 anni ci sono stati Paesi che compravano i suoi prodotti senza potere svalutare le proprie monete e senza che la Germania rivalutasse la sua.

Quindi?


COMMENTI
21/12/2012 - dal condominio europeo non si scappa! (antonio petrina)

Dalle saggie analisi del prof Fortis si ricava l'indirizzo di proseguire ,senza buttare a mare i sacrifici finora fatti dall'attuale e precedente governo , nelle politiche di stabilità ( non austerity) e sostenibilità del nostro debito coniugandole con la crescita del PIl garantito dall'avanzo primario ,rilevando altresì che una fondazione tedesca paragonava quello del bel paese sia più sostenibile dopo le riforme fatte ( previdenza in primis!): vedi news sulle condizioni del debito tedesco e del bel paese ne IL Giornale del 20.12.2012.

 
19/12/2012 - Fatelo leggere a Mauro (Diego Perna)

Ma MarioMauro li legge gli articoli di Fortis, e conosce i dati economici del ns paese nell' ultimo anno, o pensa anche lui che la vita sia deteminata dallo spread , dai mercati e dall ' euro, ora che non é piú alla corte di Berlusconi

 
19/12/2012 - commento (francesco taddei)

ma come si fa a voler stare in un'europa dove un solo paese comanda e fa solo i suoi interessi?