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FINANZA/ Così in 20 anni l’Europa ha "distrutto" l’Italia più del fascismo

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Il 13 dicembre del 1997 è stato stipulato il Trattato di Lisbona che nell’art. 126 Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) riproduce testualmente l’art. 104 c) Tue richiamando il relativo protocollo (che fissava al 3% il limite dell’indebitamento annuale) così confermando che tale parametro veniva non solo riconfermato, ma formalmente dichiarato come ininterrottamente in vigore a partire dalla ratifica del Tue. La Commissione continua invece imperterrita ad applicare non il 3%, bensì lo 0% imposto dal vincolo di bilancio.

 

Il Trattato di Lisbona è entrato in vigore però nel 2009...

 

Sì, il 1° dicembre 2009, conseguite le necessarie ratifiche. A questo punto la Commissione continua a disapplicare il 3% di cui all’art. 126 Tfue e a imporre il pareggio di bilancio. Formalmente pone fine a questa alterazione arbitraria il reg. 1175/2011. Questo regolamento, atto di legislazione ordinaria ai sensi del Trattato di Lisbona, ammanta di un velo la grava illiceità commessa con il reg. 1466/97. Sulla base dell’esperienza, attesta l’errore di quanto avvenuto nel decennio trascorso. Il reg. 1175/2011 non solo regola l’intera materia in modo diverso ma abroga, sostituendolo formalmente l’art. 3, n. 2, lett. a) che aveva introdotto il vincolo del bilancio prossimo al pareggio o in attivo. Arriva però poi un’altra “sorpresa”.

 

A che cosa si riferisce?

 

Il reg. 1175/2011 non fa a tempo a entrare in vigore che viene del tutto accantonato e sostituito con un rinnovato vincolo di pareggio del bilancio, inserito in una disciplina di pareggio ancora più rigorosa, in pretesa anticipata applicazione di un trattato non europeo, ma di diritto internazionale, denominato Fiscal Compact. Il Fiscal Compact a oggi non è stato ratificato dal numero necessario di Stati. Ma anche se fosse in vigore non sarebbe applicabile perché nell’art. 2 stabilisce che la sua applicazione è subordinata alla condizione della sua conformità al diritto dell’Unione. L’art. 126 Tfue (Lisbona) fissa il parametro dell’indebitamento annuo al 3%. È questo, dunque, a stare alla volontà espressa dallo stesso Fiscal Compact, la norma da applicarsi. A questo punto posso ritornare alla sua domanda precedente riguardo le colpe della depressione attuale.

 

Per dire cosa?

 

Se le cose stanno così, e si ha ragione di ritenere che così sia, i responsabili della depressione che da anni affligge i Paesi euro sono i commissari europei che formalizzarono la proposta del reg. 1466/97, i componenti del Consiglio europeo che adottarono il regolamento e tutti coloro che in seguito vi dettero attuazione. Vanno aggiunti i commissari e i partecipanti ai vertici europei che a partire dal 6 dicembre 2011 hanno disapplicato il reg. 1175/2011 e hanno imposto regole e provvedimenti in contrasto con il disposto dell’art. 126 Tfue e con il reg. 1175/2011. Di fatto si è data applicazione al Fiscal Compact, Trattato non europeo, ma internazionale, che alla data del 18 dicembre 2012 non era ancora entrato in vigore e che condiziona la sua applicazione a una modifica del Tfue che consenta di giudicare il Fiscal Compact a esso conforme!

 

(Lorenzo Torrisi)

 

(1 - continua)



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COMMENTI
21/12/2012 - Ci libereremo quando ci saremo liberati di loro (Dante Salme')

Quando riusciremo finalmente a toranare liberi Italiani, bisognerà aprire un processo politico e penale contro chi ci ha fregati in questo modo. Monti per primo

 
21/12/2012 - patto antidepressivo con effetti collaterali (antonio petrina)

Che il prof Guarino rilevi l'utilizzo maldestro del regolamento comunitario che impone il pareggio anzicchè il quasi pareggio, è storia di un patto che ,secondo i parametri maastricht al condominio dei paesi UE, presenta indubbi effetti collaterali e cioè depressivi forse da imputarsi principalmente ,come evidenziava le "criticità" nella ricerca del prof Chiarelli (Univ BA,marzo 2011) ,per l'applicazione domestica e rigida del "patto" ( patto "stupido" lo definì l'ex commissario UE poi divenuto premier) , patto di stabilità interno introdotto nella odierna versione dei saldi dalla finanziaria del 2008 in poi all'interno nella p.a. : applicazione non omogenea e per questo miope tra comuni e regioni.Patto che non promuove nè la stabilità e nè la crescita così come è concepito e, nonostante la promessa della sua rinegozazione del governo tecnico nella prima legge "salva italia",dopo la richiesta teutonica per gli aituti ellenici,la promessa di riformare il PSI derivato dal trattato di Lisbona è rimasta lettera morta ,anzi il Premier Monti l'ha condizionata alla calende greche e ciè all'attuazione del Fiscal compact dei 27 paesi ! Più austeri di così si muore ! Ps invero è stata accolta nel citato vertice dei 27 paesi del 18 ottobre 2010 l'unica proposta sensata dell'allora min Tremonti cioè di considerare nel debito pubblico di uno Stato membro anche la componente del debito privato di famiglie ed iprese che vede nell'italia un primato ue di risparmio.