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FINANZA/ Così in 20 anni l’Europa ha "distrutto" l’Italia più del fascismo

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Si sta per chiudere un anno davvero importante per l’Europa: la moneta unica ha infatti rischiato di esplodere proprio a dieci anni dall’inizio della sua circolazione. Tante sono state le critiche all’euro, oltre che gli attacchi speculativi sui paesi più in difficoltà dell’Eurozona per far crollare la moneta unica. I timori non sono comunque del tutto passati: nonostante i diversi strumenti messi in campo, le fondamenta dell’euro sembrano fragili. Ilsussidiario.net ha intervistato Giuseppe Guarino, esperto giurista, già ministro delle Finanze e dell’Industria, che recentemente ha scritto il saggio “Euro: venti anni di depressione (1992-2012)”. Ne è scaturita una lunga e approfondita riflessione sulle radici dell’euro, sul presente della moneta unica e sul suo futuro, che per comodità vi proponiamo suddivisa in due puntate.

 

Professor Guarino il titolo scelto per il suo saggio è molto forte: ce lo può spiegare?

 

La progettazione dell’Unione europea e dell’area euro fu completata entro la fine del 1991. Il Tue - Trattato sull’Unione europea (Maastricht) entrò in vigore nel 1993. Sono trascorsi da allora venti anni, un periodo lungo come quello del fascismo. Tutte le aspettative create dal fascismo andarono deluse. Il fascismo lasciò un’eredità pesante. Anche le speranze alimentate dal Tue sono state contraddette dalla realtà. L’eredità che ci consegnano questi primi venti anni non è migliore di quella che trovammo alla firma dell’armistizio e anche il 25 aprile 1945, data di riaggregazione del Paese.

 

In che senso?

 

Allora lo spirito di libertà generava entusiasmo e speranze. Oggi fronteggiamo un male oscuro, un fenomeno depressivo il cui ritmo si è aggravato e che si è esteso a cerchie sempre più ampie. Di cui per di più non esiste un’individuazione condivisa delle cause. Consideriamo il caso dell’Italia non perché è il “nostro” Paese, ma perché è paradigmatico. Nel quarantennio dal 1950 al 1990 l’Italia era stata il primo tra i paesi democratici occidentali, con una media di sviluppo del 4,36%, seguita da Germania (4,05%), Francia (3,86%), Usa (3,56%).

 

E ora com’è la situazione?

 

Oggi dopo poco più di venti anni siamo gli ultimi tra i grandi Paesi dell’Unione e dell’euro, con il Pil caduto del -2,4% in un anno. L’Italia ha ottemperato con precisione e puntualità a ogni adempimento che le è stato chiesto. Si è sottoposta alla pesante procedura costrittiva della fase della convergenza. Ha superato lo scrutinio di ammissione all’euro. Ha ceduto parti importanti del suo patrimonio mobiliare per un totale che assommava nel 2005 a 889 miliardi di euro. Non ha mai formato oggetto di un procedimento per disavanzo eccessivo. Come è potuto accadere che sia caduta così in basso? Ci siamo riferiti all’Italia. Se esaminassimo in modo altrettanto puntuale la situazione di Francia e Germania rinverremmo condizioni non dissimili.

 

Di chi è la colpa?


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COMMENTI
21/12/2012 - Ci libereremo quando ci saremo liberati di loro (Dante Salme')

Quando riusciremo finalmente a toranare liberi Italiani, bisognerà aprire un processo politico e penale contro chi ci ha fregati in questo modo. Monti per primo

 
21/12/2012 - patto antidepressivo con effetti collaterali (antonio petrina)

Che il prof Guarino rilevi l'utilizzo maldestro del regolamento comunitario che impone il pareggio anzicchè il quasi pareggio, è storia di un patto che ,secondo i parametri maastricht al condominio dei paesi UE, presenta indubbi effetti collaterali e cioè depressivi forse da imputarsi principalmente ,come evidenziava le "criticità" nella ricerca del prof Chiarelli (Univ BA,marzo 2011) ,per l'applicazione domestica e rigida del "patto" ( patto "stupido" lo definì l'ex commissario UE poi divenuto premier) , patto di stabilità interno introdotto nella odierna versione dei saldi dalla finanziaria del 2008 in poi all'interno nella p.a. : applicazione non omogenea e per questo miope tra comuni e regioni.Patto che non promuove nè la stabilità e nè la crescita così come è concepito e, nonostante la promessa della sua rinegozazione del governo tecnico nella prima legge "salva italia",dopo la richiesta teutonica per gli aituti ellenici,la promessa di riformare il PSI derivato dal trattato di Lisbona è rimasta lettera morta ,anzi il Premier Monti l'ha condizionata alla calende greche e ciè all'attuazione del Fiscal compact dei 27 paesi ! Più austeri di così si muore ! Ps invero è stata accolta nel citato vertice dei 27 paesi del 18 ottobre 2010 l'unica proposta sensata dell'allora min Tremonti cioè di considerare nel debito pubblico di uno Stato membro anche la componente del debito privato di famiglie ed iprese che vede nell'italia un primato ue di risparmio.