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Economia e Finanza

FINANZA/ Addio euro, ecco la nuova moneta che può salvare l’Italia

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Un gruppo di Stati, membri dell’Unione, uscendo dall’euro, potrebbe dar vita a una nuova moneta sorretta da un potere politico comune esteso all’intera area economica e monetaria dei paesi partecipanti. In tal caso all’attuale moneta comune, soggetta alla disciplina euro, e alle monete nazionali degli Stati con deroga, si affiancherebbe una seconda moneta comune, gestita da un potere politico, come accade per la generalità delle monete del mondo. L’esempio dei primi sarebbe probabilmente seguito da tutti gli altri.

 

Tutto questo non le sembra utopistico?

 

Utopia? Si dovrebbe parlare piuttosto di realismo. I Paesi euro si trovano di fronte a scelte ineludibili. Bisogna mettere fine a questo periodo di soluzioni contrarie ai Trattati, non condivise, spesso improvvisate. Le serie statistiche dimostrano impietosamente quanti e di quale portata ne siano stati gli effetti pregiudizievoli. Se non si provvede con urgenza, vi è pericolo che si registrino fenomeni di implosione per parte dell’area euro e persino per l’euro nella sua totalità. L’Europa va ripensata. Perché attendere? Perché non precorrere gli eventi? La crescita dell’euro e la messa in comune da parte di un primo nucleo di Stati dell’Unione della loro sovranità monetaria e di quella politica connessa, schiuderebbe la strada a successive aggregazioni.

 

Ma la cessione di sovranità nazionale in Europa sembra impossibile. Inoltre, ci sono paesi che si mostrano contrari all’idea di unirsi con altri che sono indebitati, perché temono di dover “pagare il conto” per tutti. Questa nuova Europa che ha in mente può nascere davvero?

 

La creazione di una Federazione non è socializzazione dei debiti. È dare origine a un’entità nuova che, operando a livello superiore, consente di conseguire obiettivi che a livello inferiore non potrebbero essere raggiunti. Passando dalla Confederazione alla Federazione, le colonie americane, divenute indipendenti, e alcune molto indebitate, crearono uno Stato, gli Usa, che in un secolo divenne la maggiore potenza economica del mondo. Le potenzialità di un’entità politica unitaria, grazie all’ampiezza e alla ricchezza del mercato europeo, sono enormi. L’Europa è il maggiore importatore dagli Usa. È il più importante importatore e insieme esportatore da e verso la Cina. Dall’Europa dipendono gli equilibri mondiali. La Cina ha sopravanzato in taluni secoli l’Europa. Ma non ha trasmesso ad altri le sue acquisizioni. L’Europa è l’unico continente la cui evoluzione culturale, rinnovandosi, trasformandosi e arricchendosi senza interruzione, sia stata trasmessa a tutti gli altri continenti.

 

(Lorenzo Torrisi)

 

(2 - fine)

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