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LEGGE DI STABILITA’/ Borghi: le nuove tasse lasceranno senza lavoro gli italiani

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Direi di sì. Poco importa come sono stati organizzati i vari capitoli. Nel momento in cui il saldo di prelievo è positivo, vuol dire che si sta ulteriormente drenando denaro dall’economia. Purtroppo, siamo saldamente incardinati sui binari sbagliati. In recessione, non si aumentano le tasse e non si taglia la spesa. Lo si fa quando si torna a crescere. 

 

L’aggravio contributivo, cosa comporterà per le famiglie e i cittadini?

 

Chi ha un lavoro o dei risparmi, si sentirà ancora più minacciato, e consumerà ancora di meno. Tale contrazione, a sua volta, produrrà una nuova perdita di posti di lavoro; la perdita di posti di lavoro, infine, alimenterà ulteriormente la paura di chi un impiego ce l’ha. Come se non bastasse, già adesso è piuttosto diffusa la consapevolezza del fatto che le risorse provenienti dalle nostre tasse non restano in Italia ma vengono destinate ai vari Fondi Salva-Stati.

 

Nel merito, l’Imu resterà interamente ai comuni.  Cosa ne pensa?

 

L’imposizione va vista complessivamente e, al cittadino, del fatto che 100 euro vadano al comune e 100 allo Stato non gliene può importar di meno: sono pur sempre 200 euro. Oltretutto, il Comune che tiene per sé tutta l’Imu, si vedrà tagliare ancora di più i fondi dallo Stato, e si troverà costretto ad aumentare le tasse di sua competenza.  

 

E della detassazione di 2,1 miliardi di euro dei salari di produttività?

 

Guardi, l’argomento è estremamente importante. Ma può essere affrontato con provvedimenti spot. La produttività è una questione mal’intesa. I nostri problemi, infatti, non derivano certo dal fatto che abbiamo una domanda imponente che non riusciamo a soddisfare perché disponiamo di lavoratori sfaticati che non hanno voglia di fare il loro mestiere. In questo momento, al contrario, manca la domanda. Si tratta, quindi, di un provvedimento estemporaneo, come, del resto, il fondo per agevolare le imprese.

 

Lei cosa propone?

 

Sarebbe, anzitutto, necessario aprire un serio dibattito sul perché stiamo crollando. E rimuovere completamente l’incertezza fiscale. Le aliquote non vanno più toccate, mentre le tasse non devono più essere aumentate.

 

(Paolo Nessi)

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