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Economia e Finanza

FINANZA/ La "profezia Maya" su Monti

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Su una palazzina malferma, cioè l'economia italiana, hanno costruito un piano abusivo, quello della finanza speculativa che opprime l'economia reale e la impoverisce. Un anno fa è arrivato al governo il professor Monti, che ha operato concretamente affinché la finanza fosse preservata e l'economia reale, cioè le persone, le famiglie e le imprese, pagassero il conto dei disastri finanziari.

Immediatamente questo si è tradotto in crepe e scricchiolii, con l'aumento della disoccupazione, l'aumento del debito pubblico, l'aumento dei fallimenti, il crollo del Pil, il crollo della produzione industriale, il tracollo delle immatricolazioni auto (un settore tanto pesante per l'economia italiana). Il governo è riuscito nella mirabile impresa di far aumentare le entrate dello Stato in un periodo di crollo dell'economia italiana, contro ogni regola di buon senso e ogni dottrina economica, preparando il disastro prossimo venturo. Nonostante l'aumento delle entrate, sono pure riusciti ad aumentare il debito (ma lo avevamo detto, era un fatto inevitabile, e tanti sacrifici sono stati inutili).

Crepe e scricchiolii sono continuati, ma i sostenitori del governo Monti, pur lamentandosi, lo hanno lasciato al suo posto. Per questo in fin dei conti non sono d'accordo con il giudizio di Maurizio Blondet: il premio Darwin 2012 va consegnato a Monti e tutti i politici italiani per avere pervicacemente perseguito la loro estinzione. I politici hanno messo l'uomo sbagliato alla guida del governo dell'Italia, hanno perseguito la ricetta sbagliata, hanno sentito gli scricchiolii e visto le crepe dell'economia e della società civile, ma testardi hanno proseguito lo stesso. Nelle recenti elezioni in Sicilia la metà degli elettori non è andato a votare, ma loro niente, avanti come niente fosse.

Ora, dopo aver compiuto tutto questo, quel genio politico del professor Monti vuole andare ad abitare nell'appartamento abusivo del quarto piano. E tutto questo ha avuto il suo sigillo proprio il 21 dicembre, il giorno della profezia dei Maya, con le dimissioni del Presidente del Consiglio. La profezia Maya si è avverata, è davvero finito un mondo, quello in cui la politica contava qualcosa. Finora abbiamo avuto un assaggio della tecnocrazia. Tra poco avremo davvero il “governo dei tecnici”, il governo della tecnocrazia, imposto a prescindere dal risultato elettorale.