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FISCAL CLIFF/ Obama cerca l'intesa con i Repubblicani per evitare il default più pesante della storia

Pubblicazione:giovedì 27 dicembre 2012

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

“Fiscal cliff”, ovvero il “precipizio fiscale” preoccupa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a tal punto da interrompere le consuete vacanze natalizie con la famiglia, alle Hawaii, per tornare con urgenza a Washington. L'inquilino della Casa Bianca, ieri, ha lasciato la moglie Michelle e le figlie Sacha e Malia ed è tornato al lavoro per tentare di sciogliere uno dei nodi più complicati di questo inizio di secondo mandato: il “fiscal cliff". Ovvero il fatto che il debito pubblico il 31 dicembre toccherà i 16,4 trilioni di dollari. Una cifra record, se confrontata poi con quella di trenta anni fa, quando il debito pubblico degli Stati Uniti era di appena 908 miliardi di dollari.L'allarme è stato lanciato dal ministro del tesoro Timothy Geithner che ha scritto una lettera i rappresentanti di Camera e Senato per esortare a un rapido accordo che avrebbe l'obiettivo di evitare il default pubblico più grande della storia che scatterà, appunto, l'ultimo giorno dell'anno. Geithner chiede ragionevolezza per l'approvazione di misure straordinarie.

Gli occhi del mondo sono, dunque, puntati sul Congresso e sperano che l'esecutivo di Obama possa trovare un accordo all'ultimo minuto con l'opposizione repubblicana. Un comunicato diffuso dal partito repubblicano ha fatto sapere che “le linee di comunicazione rimangono aperte, e continueremo a lavorare con i nostri colleghi per scongiurare il balzo del prelievo fiscale più grande nella storia americana e per affrontare il problema sottostante, che è la spesa”. Purtroppo, però durante la pausa natalizia non sono stati fatti passi avanti e il “precipizio fiscale” appare sempre più probabile: prima delle vacanze, il primo cittadino americano aveva proposto una “mini intesa” che stralciasse il tema delle tasse e che avrebbe evitato un aumento delle tasse di 2.200 dollari a famiglia. Un fermo no è stata la risposta della sponda repubblicana.

Secondo un sondaggio, il 50% dei cittadini interpellati ritiene che l'accordo verrà trovato, percentuale che segna un -7% rispetto a una settimana fa. Il popolo americano, scrivono i maggiori quotidiani del Paese, sembra più interessato al dibattito sul possesso di armi, scaturito dopo l'ennesima strage a Newton, che al default più pesante della storia che avrà conseguenze sull'economia familiare americana. 


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