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IL CASO/ C'è una "ricchezza" italiana che fugge verso l’estero

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Scendendo più nel dettaglio, è banale affermare che per fare innovazione in materia di Ict ci vogliono persone preparate a questo compito. L’Indagine Excelsior 2012 dell’Unione delle Camere di Commercio è, in materia, molto chiara: tra i venti settori dove c’è maggiore mismatching tra domanda e offerta di lavoro tra laureati, i primi tre in termini sia di numeri assoluti, sia di percentuali (di offerte di lavoro che non si riescono a coprire) sono quelli in cui si richiede una laurea in ingegneria informatica: quest’anno siamo riusciti a coprire l’84% delle offerte di lavoro per progettisti di sistemi informatici facendo ricorso all’estero (Irlanda, India), ma abbiamo coperto solo il 33% delle offerte per consulenti di software, il 30% di quelli per analisti programmatori, il 29% di quelli per programmatore informatico e il 22% di quelli per sviluppatore di software (la professionalità che più incide sull’innovazione).

A conclusioni analoghe giunge un lavoro (in corso di completamento) della Banca d’Italia: nel settore Ict siamo più o meno in linea con il resto dell’Europa continentale, ma a livelli relativamente bassi in un confronto mondiale, in termini di dimensioni d’impresa e di produttività. Inoltre, abbiamo una struttura occupazionale in cui le basse qualifiche sono più presenti che in atri paesi. Ci sono anche indicazioni di emigrazione di ingegneri informatici italiani verso l’estero.

Non conosco studi dettagliati del fenomeno. C’è, però, un indizio eloquente. La retribuzione mediana lorda di un ingegnere informatico nel prime della sua età (35-40 anni) si aggira sui 40.000 euro lordi l’anno (un netto in busta paga di circa 25.000 euro) mentre, secondo la Banca d’Italia, la sua produttività annua è di circa 80.000 euro. Il Governo “tecnico” non dovrebbe trattare questo problema nell’Agenda Digitale?

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COMMENTI
03/12/2012 - Quale ricchezza fugge? Se cè resti qui! (claudia mazzola)

Tra poco anche mio marito 50enne sarà disoccupato, io lo sono già. Pulisco l'ufficio al freddo, per risparmiare non accendiamo il riscaldamento. Pensate che pianga? Io no ma la banca si e si lamenta.