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MINI-PATRIMONIALE/ L’imposta di bollo "colpisce" anche la Costituzione

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Proprio l’articolo 1 della Costituzione recita che “la sovranità appartiene al popolo”. Al popolo, non al governo, né allo Stato. Lo Stato la amministra per conto del popolo, ma la sovranità appartiene al popolo. Una qualsiasi cessione di sovranità è un abuso: è come se io chiedessi in prestito un’auto a un amico e poi me la rivendessi. Non ne ho il diritto! Solo l’articolo 11 della Costituzione, dove è affermato che l’Italia ripudia la guerra, prevede che si consenta, “in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Ma si tratta chiaramente di una concessione utile ai trattati internazionali, e sempre in condizioni di parità con gli altri stati. Al contrario, la Banca d’Italia (che non è rappresentante dello Stato, essendone un corpo ormai indipendente) all’interno della Bce conta per la propria quota; tale quota differisce da banca centrale a banca centrale, con la Bundesbank che pesa di più, avendo una quota di partecipazione maggiore. E violazioni su violazioni si assommano. In Germania, ogni legge europea viene verificata dalla Corte Costituzionale per verificarne la compatibilità con la Costituzione tedesca; in Italia e negli altri paesi questo non accade: vuol dire che siamo di fatto sotto il regime della Costituzione della Repubblica federale tedesca.

Proprio come reazione a questi continui abusi dello Stato e delle altre istituzioni si stanno moltiplicando partiti e liste che si presenteranno alle prossime elezioni, alle quali è facile prevedere che i partiti tradizionali pagheranno un dazio durissimo, almeno in termini di numero di voti, se non in termini di punti percentuali. Una delle formazioni più interessanti recentemente costituitesi si chiama ListaSI (Lista Siamo Italia), che pone al primo punto il recupero della sovranità nazionale, disconoscendo e rescindendo tutti i trattati che la dovessero violare, e di conseguenza il recupero della sovranità monetaria. La leader di questa lista è Paola Musu, l’avvocato sardo divenuta famosa recentemente per aver presentato una denuncia alla Procura della Repubblica del Tribunale della stessa città nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Mario Monti, di tutti i ministri e di tutti i membri del parlamento per vari reati, tra cui attentato alla Costituzione e attentato agli organi costituzionali.

Il grande seguito che su internet ha avuto la vicenda mostra come questa sia una situazione nella quale ormai molti sono i cittadini che sentono di essere arrivati a un punto di non ritorno. E che tentino comunque la strada democratica del cambiamento, piuttosto che imbracciare fucili o impugnare pistole o molotov, è sicuramente un bel segnale. Ma non per i partiti che hanno sostenuto Monti e il suo governo pasticcione.

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