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FINANZA/ Dagli Usa un attacco alla Germania che fa "esultare" l'Italia

Pubblicazione:martedì 4 dicembre 2012

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Qualche numero. La quota cinese di domanda globale di soia nel 2011 è stata del 27%, di cotone del 38%, di alluminio del 40%, di acciaio del 40%, di carbone del 42%, di zinco del 42%, di rame del 43%, di grafite del 43% e di bestiame vivo del 50%. Alcune banche d’affari parlano di una crescita cinese che scenderà dal 10,5% al 5,5% da qui al 2020, Credit Suisse addirittura pensa che possa scendere sotto il 4%, così come lo Us Conference Board che parla del 3,7%. Il cambio ai vertici del partito comunista cinese, con i riformisti estromessi dallo Standing Committee, potrebbe poi da un lato far proseguire l’urbanizzazione selvaggia di circa 800 milioni di persone dai distretti rurali, garantendo altri cinque anni almeno di super-ciclo, ma nel medio termine porterebbe il Paese a dover fare i conti con la cosiddetta “trappola del ceto medio”, ovvero un innalzamento delle condizioni di vita, figlio di una domanda interna insostenibile, però senza una crescita, se non a doppia cifra, almeno nell’area del 7%.

Insomma, Washington sta ricalibrando le politiche commerciali internazionali e la Germania sembra essere il nuovo nemico pubblico, insieme alle sue pratiche “manipolatorie”. Una cosa è certa: se, come è accaduto ieri, la Svizzera vede le sue banche comunicare ai propri clienti tassi di interesse negativi dello 0,20% dal 10 dicembre prossimo per poter continuare nel privilegio di tenere i propri soldi nei sicuri forzieri elvetici, qualcosa nell’eurozona decisamente non va. E non parlo del Club Med, ma di quello del Nord. Siamo al controllo del capitale, questo nonostante il peg tra franco ed euro a 1,20. Siamo alla fuga di massa, all’alluvione di euro in Svizzera: siamo agli anni Settanta.

 

P.S. Ma come, è bastato il dato Ism sul comparto manifatturiero Usa per far sgonfiare come sufflè le Borse europee? Ma santo cielo, con il caso greco risolto, la Merkel diventata una tata premurosa e lo spread in contrazione fino a quota 300, non si può farsi smontare così dalle notizie che giungono da Wall Street! Credeteci se volete, il caso di ieri è stato il più classico di “buy the rumors, sell the news”. Restate collegati.



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