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MARZO 2013/ L'incontro segreto (e imbarazzante) tra il premier Bersani e Draghi

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Mario Draghi (InfoPhoto)  Mario Draghi (InfoPhoto)

Draghi, pur in piena autonomia e con il rispetto assoluto della volontà popolare (non sia mai!), tira fuori dalla tasca (non porta mai cartelle, borse, dossier o quant’altro) un foglietto in inglese con l’intestazione della Banca centrale europea e mostra a Bersani prima la data, 5 agosto 2011, poi le firme: Jean-Claude Trichet presidente della Bce e Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia. Comincia così: “Caro primo ministro”, è rivolta a Silvio Berlusconi, però resta valida più che mai quale agenda per il prossimo governo.

“Ma come - si stupisce Bersani - con tutto quello che abbiamo dovuto ingoiare durante un anno e mezzo di Monti? Io credo che bisogna cambiare fase, passare dall’austerità allo sviluppo”. Draghi sorride: “Certo, l’ha scritto Eugenio Scalfari sulla Repubblica dopo una delle nostre chiacchierate la mattina a villa Borghese. Ma ha dimenticato di ricordare che le condizioni per lo sviluppo non ci sono ancora”.

Un sudore freddo imperla l’ampia fronte del presidente incaricato. Quale amara medicina dovrà ancora propinare agli italiani? Draghi insiste sui tagli alla spesa per creare spazi alla riduzione fiscale. È questo che Monti ha mancato di realizzare. Forse non aveva il tempo per operazioni di più lungo periodo, forse ha incontrato troppi ostacoli, forse non era convinto fino in fondo neanche lui, ma tant’è. In questo quadro anche la patrimoniale può diventare accettabile: una misura redistributiva e non punitiva, è anch’essa nello spirito dei tempi, in America, in Francia, in Germania persino. Solo dentro un cammino chiaro e ben individuato di riduzione della pressione fiscale complessiva, una limitata imposta sulle grandi fortune non crea allarme e non rischia di far uscire i capitali. L’altra condizione è che il pareggio del bilancio venga realizzato nel 2013 “principalmente attraverso i tagli alla spesa”, ripete Draghi leggendo la frase scritta sulla lettera.

“Tagli, ancora tagli, avrò contro tutto il mio popolo, i sindacati, gli enti locali, gli statali”, si lamenta Bersani. Ha ragione, ma hic Rhodus hic saltus, ribatte Draghi che ha studiato dai gesuiti. E non basta. Legge ancora: “C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva”. “E allora l’accordo sulla produttività del novembre scorso?”. “Senza Cgil si sa che non conta. Lei deve convincere Susanna Camusso”. “Io?”. “Sì, lei, che ricorda senz’altro Luciano Lama e la svolta dell’Eur nel 1978”. Che drago, l’impronta della Compagnia di Gesù non va mai via, pensa Bersani. “E poi...”. “No, adesso basta...”. “Legga qui: Dovrebbe essere adottata un’accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione della disoccupazione e un insieme di politiche attive del mercato del lavoro...”. “E allora cosa ha fatto la Elsina Fornero?”, si spazientisce Bersani. “Ha aperto la strada, ma mi risulta che quasi nulla è stato davvero realizzato”.

Il presidente incaricato è con le spalle al muro. “Caro Draghi, lei non mi può chiedere di fare un governo più a destra di quello di Monti”. Super Mario non si scompone e allarga le labbra nel suo sorriso da gatto del Cheshire: “Io sono pronto a intervenire senza limiti per sostenere l’euro se l’Italia sarà attaccata e per sostenere l’Italia se seguirà il sentiero prescritto dalla lettera dell’agosto 2011. È la mia ferma convinzione e in ogni caso non ho altro modo di convincere il consiglio della Bce, per non parlare della Bundesbank. Quanto alla sinistra, caro Bersani, lei si è presentato come socialdemocratico, io le propongo le stesse riforme realizzate da Gerhard Schroeder che è tedesco, è stato Cancelliere di un governo di centrosinistra, rosso-verde lo si chiamava, e capo del Spd, ovvero la madre di tutta la socialdemocrazia europea, fin dal congresso di Gotha del 1875”.


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COMMENTI
04/12/2012 - Draghi e i suoi ospiti (agostino nonini)

Draghi a Bersani "Hic Rhodus,hic salta!" Aspettiamo,però,prima il voto degli Italiani:potrebbe anche presentarsi Grillo che si sentirebbe dire"Hic mare magnum,hic nata!".Oppure potrebbe perfino arrivare Berlusconi che si sentirebbe dire"Hic triclinium,hic cena!".Potrebbe perfino rivolgersi direttamente agli Italiani dicendo"Avete voluto vivere a debito?Adesso è l'ora di pagarli!"

 
04/12/2012 - Morale (Diego Perna)

Moralr della favola: è ora di liberarci della Bce ,dell'euro e di tutto ciò che ci vuol rendere schiavi, che non è una metafora. In Giappone debito pubblico 200 % , noi solo 120%. Bersani o chi verrá dopo Monti che è uguale a Draghi deve tirar fuori i Maroni. Buona giornata e buona fortuna