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Economia e Finanza

MARZO 2013/ L'incontro segreto (e imbarazzante) tra il premier Bersani e Draghi

Superate le primarie, Pier Luigi Bersani ha la strada spianata verso palazzo Chigi. STEFANO CINGOLANI prova a immaginare il suo incontro con Mario Draghi dopo le elezioni

Mario Draghi (InfoPhoto)Mario Draghi (InfoPhoto)

Superate le primarie, Pier Luigi Bersani ha la strada spianata e, se le cose non cambiano, si presenta in campagna elettorale come potenziale vincitore. Già tutti in Italia, e ancor più all’estero, si chiedono che governo farà, con chi e quale programma. Un po’ leggendo nella sfera di cristallo, un po’ conoscendo il personaggio, spostiamoci in avanti nel tempo, alla primavera prossima.

Il Pd ha vinto le elezioni politiche sfiorando il 30 per cento dei voti, a conferma di una tendenza ormai consolidata da mesi. Con il Sel e gli altri di sinistra, nonostante il premio di maggioranza, non riesce a controllare le due camere e si materializza lo spettro del 2006, cioè del secondo gabinetto Prodi, breve e pasticciato. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affida a Bersani l’arduo incarico con una raccomandazione quasi paterna: “Formare un governo che governi”.

Ciò vuol dire aprire al centro, al frastagliato universo composto dal partito di Pier Ferdinando Casini, la Lista per Monti, i pochi deputati di Fermare il Declino. Mentre a destra c’è la Lega che ha confermato il proprio zoccolo duro, la formazione post-berlusconiana erede del Pdl e, fuori a tumultuare, il Movimento Cinque Stelle il quale, pur in pieno sboom, ha preso il 10 per cento dei voti.

Un governo che governi, si fa presto a dirlo, ma come metterlo insieme? C’è sempre Mario Monti in lista d’attesa, però è un second best. Bersani ha vinto e ha promesso ai suoi elettori che andrà a palazzo Chigi. Intanto, i mercati hanno ripreso a farsi sentire. C’è stata una nuova fiammata dello spread all’inizio della campagna elettorale, quando alle piazze in tumulto Nichi Vendola narrava la storia del ricco tosato per chiudere l’altro spread, quello della diseguaglianza. E Bersani a Porta a Porta spiegava che sì, una patrimoniale ci vuole, lo diceva persino Luigi Einaudi padre di tutti i veri liberali. Adesso, di fronte a un risultato elettorale tutt’altro che chiaro, chi muove la moneta bollente torna a dubitare dell’Italia e il prezzo della sfiducia si vede nel rendimento dei titoli pubblici.

Uomo accorto e navigato, Bersani, appena uscito dal Quirinale, fa cancellare ogni appuntamento e vola in gran segreto a Francoforte per un incontro con Mario Draghi. Tra lo stupore di chi non vuol capire e il dispetto di chi pensava che fosse finita l’epoca delle lettere d’intenti o diktat tecnocratici, che dir si voglia. Bersani, che non sta lì a pettinar le bambole, per usare una delle sue battute, è cresciuto alla scuola del Partito comunista, ed è passato attraverso un ventennio in cui la sinistra ha governato e sgovernato, quindi sa bene come stanno le cose. Massimo D’Alema, d’altra parte, gli ha ricordato che Bill Clinton come prima cosa appena eletto andò a trovare Alan Greenspan, capo della Federal Reserve che era un repubblicano di origine controllata.


COMMENTI
04/12/2012 - Draghi e i suoi ospiti (agostino nonini)

Draghi a Bersani "Hic Rhodus,hic salta!" Aspettiamo,però,prima il voto degli Italiani:potrebbe anche presentarsi Grillo che si sentirebbe dire"Hic mare magnum,hic nata!".Oppure potrebbe perfino arrivare Berlusconi che si sentirebbe dire"Hic triclinium,hic cena!".Potrebbe perfino rivolgersi direttamente agli Italiani dicendo"Avete voluto vivere a debito?Adesso è l'ora di pagarli!"

 
04/12/2012 - Morale (Diego Perna)

Moralr della favola: è ora di liberarci della Bce ,dell'euro e di tutto ciò che ci vuol rendere schiavi, che non è una metafora. In Giappone debito pubblico 200 % , noi solo 120%. Bersani o chi verrá dopo Monti che è uguale a Draghi deve tirar fuori i Maroni. Buona giornata e buona fortuna