BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CITIGROUP/ Licenziamento shock: a casa 11mila dipendenti

Pubblicazione:mercoledì 5 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 5 dicembre 2012, 18.36

Foto Infophoto Foto Infophoto

Citigroup alle prese con un altro maxi licenziamento. Non è la prima volta che il colosso della finanza, coinvolto nel 2008 nella cosiddetta crisi dei sub prime americani, prende questo tipo di iniziative. La decisione di queste ultime ore è quella di sbarazzarsi di ben 11mila dipendenti, pari al 2% della forza lavoro complessiva del grande gruppo. Scopo del maxi licenziamento è risparmiare la cifra di 1,1 miliardi di dolori di spese. La decisione è stata presa dal nuovo amministratore delegato Michael Corbat che ha preso il posto da solo un mese di Vikram Pandit. Corbat nel corso della sua carriera ha sempre lavorato all'intenro del gruppo Citigroup. Così Corbat ha spiegato la decisione: "Siamo impegnati sulla nostra strategia, ma abbiamo identificato aree e prodotti in cui la nostra dimensione non offre significativi ritorni". Con questi tagli Citigroup subirà una spesa ante imposte pari a un miliardo di dollari nel quarto trimestre dell'anno, ma complessivamente a partire dal 2014 potrà risparmiare 1,1 miliardi di dollari all'anno. Nel 2013 si calcolano invece 900 miliardi di risparmi. I paesi più colpiti tra i tanti dove l'azienda ha le sue sedi saranno Pakistan, Paraguay, Romania, Turchia e Uruguay, tutti paesi dove si prevede la chiusura totale delle sedi o comunque il ridimensionamento. Citigroup è tutt'ora considerata la più grande azienda di servizi finanziari al mondo, nata nel 1998 dalla fusione di Citicorp e Travelers Group. Ha un numero di dipendenti davvero grande, circa 300mila in tutto il mondo, circa cento. Citigroup oltre a essere leader del suo settore, è la ventiquattresima azienda al mondo di qualunque tipo. Nel 2008 è al centro della crisi dei subprime per via delle esposizioni ai mutui detti tossici. Già nel 2007 comincia ad attivare licenziamenti: ben il 5% della forza lavoro.  Nel 2008 il suo valore in borsa crolla da 244 miliardi di dollari a 20,5 miliardi. Fu costretto a intervenire il governo americano per evitare la bancarotta della società che da allora si è in qualche modo stabilizzata ma evidentemente non ancora del tutto.



© Riproduzione Riservata.