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GIGANOMICS/ Il Governo gioca d’azzardo e Telecom fa i conti su la7

Pubblicazione:giovedì 6 dicembre 2012

Il mago Gianni Stella. È imbarazzante quanto succede a Telecom Italia. C’è un signore, il magnate egiziano Naguib Sawiris, che da molti giorni offre 3 miliardi per entrare nell’azionariato e portare denaro fresco alla società, e ancora non si sa quale sia la risposta di Franco Bernabè, presidente, e degli azionisti raccolti nella Telco. “Ci rifletteremo”, è stata la loro risposta appena uscita la notizia. Da allora una ridda di indiscrezioni e il non edificante spettacolo dei vertici della società che hanno pareri diversi e parlano con voci diverse. Stupendo per una società quotata in borsa.

Sempre in casa Telecom c’è il dossier TiMedia che è sul tavolo ormai da mesi. Si è parlato di vari candidati all’acquisto guidati dal finanziere franco-tunisini Tarak Ben Ammar, seguito dal fondo di private equity di Claudio Sposito, da Urbano Cairo e, forse, altri ancora. Finora non se ne è fatto nulla, può darsi che in giornata arrivino novità oppure che tutto si dissolva come una nuvola spazzata via dal vento. È già successo altre volte. Quello che colpisce è il pessimo stato di salute della società cui fa capo la7 con tutto il suo cast di star del piccolo schermo, da Enrico Mentana in giù. Questa emittente, malgrado qualche innegabile incremento dell’audience, chiude il 2012 con conti disastrosi, un rosso vicino ai 120 milioni di euro. Di qui l’esigenza di venderla a qualunque costo, perché la casamadre, Telecom Italia, non può reggere a lungo un simile salasso. Ma allora viene spontanea un’annotazione. Franco Bernabé ha affidato le cure della disastrata 7 a Gianni Stella, detto il canaro per i suoi modi aspri nei confronti dei sottoposti, l’uomo delle situazioni difficili, il manager che risolve ogni problema. Si vede che anche lui deve aver perso il suo antico smalto: qui la bacchetta magica non si è vista.

Andrea Bonomi. È confermato: il finanziere milanese con la sua Investindustrial è pronto a rilevare, assieme a un fondo del Kuwait, l’Aston Martin, famosa per le auto di 007. L’investimento è notevole: la quota equity è stimata attorno ai 250 milioni di euro. Per procurarsela, Bonomi ha già necessità di uscire rapidamente da qualcuno dei suoi attuali business? Magari dalla Popolare di Milano?

 

giganomics.it@gmail.com

 

 



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