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RETROSCENA/ Forte: così Bersani "userà" Monti per aumentare le tasse

Per Nens, l’associazione di Bersani e Visco, il disavanzo dell’Italia renderebbe obbligatoria una manovra immediata per il governo subentrante. FRANCESCO FORTE spiega cosa c’è dietro

Mario Monti (InfoPhoto) Mario Monti (InfoPhoto)

Il disavanzo eccessivo dell’Italia “renderebbe obbligatoria una manovra immediata per il governo subentrante”. E’ quanto afferma il IX Rapporto sull’andamento della finanza pubblica, elaborato da Nens (Nuova economia e società), l’associazione fondata da Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco. Dalle rilevazioni emerge che l’avanzo primario per il 2012 peggiorerebbe, scendendo dal 2,9% del Pil previsto dal governo, al 2,4-2,6%. Mentre l’indebitamento netto salirebbe dal 2,6% al 2,9-3,1%. Ilsussidiario.net ha intervistato l’ex ministro delle Finanze, Francesco Forte.

 

Professor Forte, davvero con la nuova legislatura sarà necessaria una nuova manovra correttiva?

 

Ritengo che quello di Nens sia un ragionamento abbastanza irrilevante, e che indica in realtà il desiderio di far crescere le imposte per aumentare le spese. In primo luogo è difficile fare delle previsioni con un margine di incertezza dello 0,2%, come fa Nens. I dati del Rapporto, inoltre, differiscono da quelli del governo dello 0,3%, che corrispondono a circa 4 miliardi di euro. Fare una manovra correttiva per questa somma può nascondere una sola intenzione, quella di aumentare le imposte.

 

Per quale motivo?

 

Se così non fosse sarebbero sufficienti delle operazioni nel campo della spesa di ordinaria amministrazione, limando i trasferimenti e altre voci in uscita. Annunciare fin da ora una manovra correttiva mi sembra una pura follia. Già abbiamo una depressione del mercato edilizio in quanto si paventa la patrimoniale da parte di un eventuale governo di centrosinistra. Se poi fanno anche una nuova manovra correttiva, significa che ci dobbiamo aspettare un governo fiscalista. Il vero problema dell’Italia in relazione al debito pubblico non è quello di introdurre una nuova manovra, ma di alienare i beni pubblici per ridurre il rapporto debito-Pil e stimolare la crescita.

 

Quale sarebbe il significato politico della finanziaria preannunciata da Nens?

 

Dietro a una nuova manovra può esserci una sola giustificazione politica, cioè l’idea di cercare di mostrarsi ancora più inflessibili del governo Monti, allo scopo di dare una patente di rigore internazionale a Bersani. Un risultato di immagine, per nascondere il tentativo di conciliare uno Stato sociale che mantiene una serie di promesse elettorali e retrocede su certi tagli introdotti nell’ultimo anno da Monti. Non dimentichiamoci che se la congiuntura migliora, diminuisce lo spread sui tassi d’interesse facendo risparmiare all’Italia alcuni miliardi. Ciò vale anche per i finanziamenti degli enti locali e per qualsiasi altra attività.

 

Bersani vuole già mettere le mani avanti in vista di una sua nomina a capo del governo, scaricando la responsabilità del peggioramento su Monti?


COMMENTI
06/12/2012 - Insomma ... (agostino nonini)

...gli economisti(o presunti tali)prevedono già gli errori di un governo che non è ancora stato "concepito".Peccato che io ricordi un esperimento nel quale furono proposte delle future varianti a degli economisti e ad un bambina.Le previsioni furono le più varie e alla verifica il risultato migliore l'ottenne la bimaba con un 40% di previsioni esatte.Forse aveva ragione Pirandello "Così è se vi pare"!