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GIGANOMICS/ Berlusconi “licenzia” Monti e Deutsche Bank si scopre “greca”

Telecom senza linea. Come si diceva già ieri, la Telecom sta diventando un caso imbarazzante. La mancanza di strategia della società di telecomunicazioni è ormai evidente. Ieri, dopo un consiglio di amministrazione durato sette ore, si è deciso di dire di no all’offerta di Naguib Sawiris (era scontato) e per il resto si è rimandata qualsiasi decisione. Sull’annosa questione della separazione della rete ancora una volta si è dato mandato ai vertici di studiare...ecc. Anche sulla vicenda della vendita di TiMedia, la società che controlla la7, ancora tutto rinviato ancora valutazioni da approfondire, offerte da vagliare... Guardando il comunicato diramato dopo il consiglio di ieri, sembra di leggere le dichiarazioni di qualcuno dei nostri politici, sceglietene voi uno a caso, sono identici nella loro inconcludenza. Bisogna che gli azionisti prendano delle decisioni sulla governance di questa azienda.

 

Deutsche? No, ellenica. Non neghiamolo: ha fatto un certo piacere leggere che la Deutsche Bank, banca tedesca al primo posto in Europa, quella che nell’estate 2011 ha dato l’avvio alla speculazione contro l’Italia mettendo in vendita miliardi di titoli del Tesoro, ora sia nei guai. È colpita da un’accusa grave: aver nascosto perdite sui derivati per 12 miliardi. Se le avesse palesate, avrebbe dovuto essere salvata dal fallimento da governo di Berlino, dalla Cancelliera Angela Merkel, che probabilmente avrebbe poi tenuto un atteggiamento molto diverso nei confronti del cattivi d’Europa, come Grecia, Italia, Spagna, visto che la sua prima banca si è comportata esattamente come fece il governo di Atene quando truccò i conti per entrare nell’euro.

 

Ricordare Orvieto. Il sindaco di Orvieto, Toni Concina, ha scritto questa lettera a Giganomics, dopo l’alluvione che ha colpito la sua città.

«E purtroppo, passata l’alluvione del 12 e del 13, questo non fa più notizia. La preghiera del Sindaco alluvionato è invece quella di darmi una mano per aiutare non tanto le persone fisiche (grazie a Dio, siamo riusciti a evitare morti e feriti, “notizia?”), ma per aiutare tutte le aziende, piccole e grandi del territorio sotto alla Rupe, soprattutto nella zona di Orvieto Scalo e dintorni, dove (per inciso) le automobili sommerse sono centinaia. Tutte, ripeto tutte queste aziende, hanno perso tutto, merci, magazzini e infrastrutture.

E Orvieto è in ginocchio! Ma la voglia di ripartire è grande. Come il coraggio e la speranza di farcela. Cosa ti chiedo? Solo di parlare di Orvieto e di questa tragedia, ogni volta che si può. Non ci sono morti e la gente (vecchia stirpe etrusca) ha poca voglia di piangere davanti alle telecamere (“Cosa ha provato quando ha visto tutti i suoi beni distrutti” e simili, stucchevoli domande). Ti chiedo di dire che gli orvietani non si aspettano elemosine o di essere compatiti. Vorrebbero che, se possibile, qualcuno pianificasse una gita qui, una cena qui, una notte qui, un acquisto qui. Perché la voglia di ripartire è grande. Non ci sono morti, ma c’è una stupenda città ferita».

 

Giganomics.it@gmail.com

 

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