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SPREAD/ Gentili: sarebbe aumentato anche senza crisi di governo

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Eravamo sotto i riflettori un anno fa, ma ci siamo tuttora. A prescindere dal fatto che, di recente, lo spread era diminuito. I mercati non avrebbero comunque potuto tollerare a lungo questa situazione di ingorgo legislativo (derivante anche da una maldestra calendarizzazione dei lavori parlamentari), di incertezza politica e di assenza di crescita. E lo spread sarebbe comunque risalito.

 

L’episodio di ieri accelererà il processo?

 

E’ probabile, anche se non è possibile stabilire in che misura. Ieri, effettivamente, si è determinato un ritocco al rialzo dopo le dichiarazioni di Passera e in seguito alle dichiarazioni di astensioni sulla fiducia del Pdl.

 

Manterremo, perlomeno, l’autorevolezza riguadagnata in questi mesi?

 

Se si andrà a elezioni in maniera estremamente rapida, magari a febbraio, nel frattempo non ci sarà un cambio di governo. E se il premier resterà Monti, non credo che ci sarà alcuna perdita in tal senso. Sul dopo, nessuno può dirlo.

 

Sul fronte dell’economia reale, cosa potrebbe accadere?

 

L’onda lunga delle recessione non si è esaurita, mentre dobbiamo aspettarci segnali negativi rispetto alla crescita e all’occupazione. Se si inaugurerà una fase di scontro elettorale violenta, giocata su temi evocativi quali l'uscita dall’Europa o dall’euro, lo scenario potrebbe implodere.

 

La situazione italiana potrebbe ripercuotersi su quella europea?