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FINANZA/ Debito, una somma "illude" l’Italia

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Un'economia che funziona bene non è una economia con basso debito privato; anzi, l'indebitamento dovrebbe essere “alto”, effetto di una sorta di “spersonalizzazione” della ricchezza che scorre fuori da ambiti strettamente familiari. La somma passata dal padre al figlio non risulta da nessuna parte, e non è detto che il fine sia produttivo; la stessa somma prestata a un terzo che avvia una produzione risulta in un debito, ma per la società (chi lavora a quella produzione e chi acquisterà i nuovi beni prodotti) ha un valore ben positivo.

Basta questo esempio per capire che l'interpretazione delle dimensioni del debito privato in termini di vantaggio per il Paese non è assolutamente univoca e in linea di principio è perfino controintuitiva: un sistema con scarso debito è tendenzialmente un sistema fermo. Quest’ultimo ragionamento funzionerebbe anche nel caso del debito pubblico, se a questo corrispondesse un’effettiva creazione di valore per i cittadini. A parte poche posizioni ideologiche, è piuttosto chiaro che non è comunque il caso dell'Italia: con una spesa superiore alla metà del Pil e un debito pubblico superiore di un quarto allo stesso Pil, il debito stesso non risulta sostenibile. La ricchezza creata dietro indebitamento statale non copre l'impegno debitorio - l'indebitamento pubblico è controproducente.

L'Italia non è un Paese anglosassone o continentale, dove le dinamiche della società-economia sono più spersonalizzate, meno concentrate sull'ente-famiglia (come molti “accusano” Regno Unito e Stati Uniti di essere). Un sistema famiglia-centrico è socialmente immobile (tendenzialmente la posizione nella società e il settore di attività si trasmettono per via genetica) e cresce poco (a meno che non si creda che il credito migliore - più remunerativo, meno rischioso, e in grado di mobilitare le risorse più capaci e produttive - sia necessariamente all'interno della propria famiglia). Questo tipo di Paese dovrà avere bassa crescita, “caste” di ogni tipo e un ridotto tasso di indebitamento privato. Appunto questa è l’Italia. Sarebbe preferibile un Paese con un maggior indebitamento privato - che riflette maggiori possibilità diffuse di crescita - invece che poco indebitato, ma praticamente feudale.