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FINANZA/ 2. Fortis: Francia e Germania spingono al suicidio l’Europa

Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (Infophoto) Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (Infophoto)

C’è indubbiamente la debolezza del Fondo di stabilità. Lo hanno sottolineato in molti e anch’io sono d’accordo su questa valutazione. In definitiva, lo si capisce, l’Europa non riesce a dare corpo e reale consistenza a questo fondo. Non è un autentico firewall. A livello europeo, finora, le manovre migliori le ha fatto il presidente della Bce, Mario Draghi, con un ampio uso di operazioni, nei limiti delle sue possibilità e competenze, che hanno dato respiro. Quando ci sono paesi in difficoltà è evidente che poi ci sono degli interstizi dove la speculazione si infila facilmente.

 

In questo momento poi la situazione di alcuni paesi europei sta diventando sempre più difficile.

 

Ho trovato di pessimo gusto il diktat alla Grecia lanciato prima del vertice. Non riesco a comprendere come si possa infierire su dieci milioni di abitanti ridotti in questo modo, con un’economia che ricorda ormai quella del tempo dei colonnelli. La Grecia è in stato comatoso, il Portogallo è in una situazione precomatosa. Poi ci sono due malati potenziali, come Italia e Spagna. Tutto questo dovrebbe portare a decisioni rapide, a controbilanciare il rigore delle politiche di bilancio con misure per la crescita. Invece, si resta in stand by e si rischia di rimanere in questa condizione per lungo tempo. Alla fine è evidente che quando si pensa all’Europa nel suo complesso viene in mente un quadro desolante.

 

(Gianluigi Da Rold)

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