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GEOFINANZA/ 2. Lo "schiaffo" alla Merkel cambia le strategie dell’Europa

Pubblicazione:venerdì 10 febbraio 2012

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Il secondo spunto riguarda il rovescio della medaglia. I critici delle Ltro tuonano contro la Bce per aver messo le banche in condizione di incassare un profitto senza necessariamente agevolare il credito all’impresa. In gergo si chiama “carry trade” e significa indebitarsi a tassi bassi per poi impiegare la raccolta in titoli con cedola superiore. Il carry trade storico consiste nell’indebitarsi in yen giapponesi per investire in certificati del tesoro Usa, mentre nel nostro caso le banche europee si indebitano in euro all’1% per investire in titoli di Stato capaci di pagare oltre il 5% annuo.

Prima di indignarsi, però, bisogna risolvere un rompicapo. L’ala rigorista a trazione tedesca rifiuta categoricamente un intervento della Bce a favore degli Stati membri in difficoltà. Ma senza un riallineamento degli spread europei, un’unica soluzione di rigore non può andare bene per tutti. A rompere il nodo di Gorgia dell’euro ci ha pensato la Bce: le Ltro a tre anni offrono una, l’unica al momento, soluzione di lungo periodo, in cui un’istituzione europea prende in controtempo i mercati e a fronte di un’emergenza senza precedenti mette sul tavolo un’operazione di tesoreria a 36 mesi. È presto per tracciare un bilancio, ma la sfida, ambiziosa, è di contrapporre credibilità al panico.

E qui il terzo e ultimo spunto. Nel solo mese di dicembre la cancelliera Merkel ha rilasciato undici dichiarazioni sull’Unione europea, più di una ogni tre giorni. A questa raffica di annunci è seguito un vago accordo di unione fiscale e un altro giro di quei buoni propositi che dai tempi di Maastricht segnano il percorso dell’Unione. Nulla di nuovo, insomma, né a Berlino e tantomeno a Bruxelles. La novità allora è che l’attenzione si sposta sulle mosse della Bce, mentre le proposte iper-rigoriste passano dalla dannosità all’irrilevanza.



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