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GEOFINANZA/ 2. Lo "schiaffo" alla Merkel cambia le strategie dell’Europa

Mentre la Germania punta sul rigore e su un’unione fiscale, per cercare di tamponare la crisi la Bce ha messo in campo una nuova strategia. L’analisi di JAMES CHARLES LIVERMORE

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Mentre in quel di Bruxelles i tecnici si arrovellano sulle conseguenze dell’accordo fiscale europeo, l’attenzione degli operatori finanziari, purtroppo per gli alacri tributaristi, è sempre più focalizzata sulle mosse della Bce. Con un annuncio tra i meno attesi dagli inizi della crisi, l’8 dicembre 2011 il presidente Draghi ha dichiarato l’intenzione di supportare il credito bancario attraverso iniezioni di liquidità. Le operazioni rientrano nell’ambito dei rifinanziamenti a lungo termine da sempre offerti dalla Bce, le cosiddette Long Term Refinancing Operations (Ltro), ma c’è una novità: le operazioni del 20 dicembre 2011 e del 28 febbraio 2012 prevedono finanziamenti a tre anni, in luogo dei soliti tre mesi.

L’appuntamento di dicembre si è concluso con erogazioni di liquidità per 489,2 miliardi di euro, delle quali hanno beneficiato 523 banche europee. È quindi naturale che per le Ltro del 28 febbraio le aspettative degli operatori montino e che da più parti ci si attenda una partecipazione ancora più sostanziosa. Per chi desideri approfondire le implicazioni di queste nuove Ltro, segnalo qui di seguito tre spunti.

Il primo, e più importante, è che tali operazioni stanno rimettendo insieme i cocci dell’Unione europea. E ci stanno riuscendo con efficacia ben maggiore dei sempre più frequenti summit europei. La ragione è semplice: la rottura dell’Eurozona si è consumata sui mercati del debito e lì deve essere ricomposta.

A titolo esplicativo, prendiamo il debito pubblico di Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda e, assecondando una moda ricorrente, rinominiamo questi quattro paesi sulla base delle loro iniziali, gli Ipsi. Per tutto il 2006, il rendimento medio a dieci anni del debito Ipsi è stato pari al 3,87%. Quello stesso anno, un titolo tedesco a dieci anni pagava in media il 3,78%, con uno spread tra Germania e Ipsi approssimabile allo zero. A fine 2011 lo stesso spread marca un divario di circa il 6,5% e scende sotto i sei punti percentuali in quel trimestre solo l’8 dicembre 2011, giorno dell’annuncio Ltro. I tassi si riavvicinano perché le banche possono rifinanziare i propri titoli di Stato attraverso le Ltro e sono quindi incentivate ad aumentarne l’acquisto in vista delle operazioni Bce a venire. E all’aumentare della richiesta di debito pubblico, il rendimento scende (e i differenziali si riassorbono).