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Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Pelanda: ecco il “jolly” contro Monti che può ridarci la tripla A

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Il lavoratore licenziato per motivi economici riceve uno stipendio dallo Stato, decrescente nel tempo per incentivarlo a trovare nuovo lavoro, con un fortissimo aiuto per la riqualificazione professionale, se serve, e per trovare nuove opportunità. Un lavoratore può essere licenziato più volte, ma comunque mantenere un reddito costante garantito che gli permette di programmare un mutuo per la casa, fare figli, ecc., come se avesse un’occupazione a tempo indeterminato.

Sarebbe incomprensibile, e solo ideologica, un’opposizione a una riforma di questo tipo, che il governo sta studiando, perché si tratta di un rafforzamento delle tutele e non di un loro indebolimento. Con un vantaggio. Lo Stato che deve pagare salari ai disoccupati avrà più pressione per configurare il mercato verso la crescita e quindi verso più occupazione.

Lo schema qui detto non è di destra né di sinistra, ma tiene conto di due requisiti realistici da integrare: (a) la domanda sociale di sicurezza economica; (b) la flessibilità che permette alle imprese di adattarsi alle condizioni competitive del mercato, sempre mutevoli. Si può fare benissimo, sarebbe solo irrealismo suicida il non farlo o complicarlo troppo.

 

www.carlopelanda.com

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COMMENTI
14/02/2012 - abrogazione art. 18 e licenziamento donne incinte (Andrea Sonego)

Il mio timore è che, se già oggi una donna incinta viene facilmente licenziata, maggiore rischio si avrà con l'abrogazione dell'art. 18. Bisogna salvaguardare ad ogni costo dal licenziamento, anche per motivi economici oggettivi dell'azienda, le donne incinte che effettivamente portano a termine la gravidanza e le madri di piccoli fino ad almeno 3 anni di età

 
14/02/2012 - Pelanda vs Cetto La Qualunque (giorgio cordiero)

Dire bravo al Prof. Pelanda è doveroso. L'opinone pubblica si forma attraverso l'informazione ed è sacrosanto evidenziare quello che viene palesato in questo articolo, capita però che l'uomo di strada sia più propenso ad ascoltare il populista di turno che continua a mantenersi in vita (ed in carne) grazie alla demagogia, sia essa liberista, sia essa comunista. Ieri sera ho assisitito al finale della trasmissione L'infedele e sono rimasto un po' colpito dalle parole di una signora greca che era nello studio, ma che prometteva di tornare in piazza ad Atene a manifestare. Essa diceva che esistono due parole greche per politica: la prima esprime l'ideologia e la seconda la pratica. Lei assseriva che occorre combattere per la prima e mi sa che così facendo i greci non andranno da nessuna parte, se non all'ospedale e forse qualcuno purtroppo al cimitero. Lo stato sociale alla tedesca è possibile in Germania dove di Cetto Laqualunque ve ne sono ben pochi, ma nel paese delle prebende mi sa che sia difficilissimo.

 
13/02/2012 - Lo stato sociale tedesco (Moeller Martin)

Il sussidio di disoccupazione, Arbeitslosengeld, non è stato introdotto da Schroeder ma è sempre esistito. Almeno a partire dagli anni 70, periodo che per età ho vissuto personalmente. Inoltre sotto al sussidio di disoccupazione vi è un ulteriore livello, detto Sozialhilfe. Questo copre chiunque abbia diritto alla residenza. A queste forme di assistenza si affiancano poi tutta una serie di sussidi specifici, in particolare Wohngeld per l'affitto e Kindergeld per i figli a carico. Sommando le singole voci, una ragazza madre con 3 figli a carico percepisce oggi senza lavorare più di un impiegato in Italia. Schroeder ha dovuto introdurre correttivi sia per contrastare i disoccupati per professione, sia per contenerene i costi nella Germania unificata. E' stato introdotto uno schema di decremento delle prestazioni nel tempo, che in pochi mesi porta al livello più basso, Hartz IV. A questo punto i beni patrimoniali riducono l'importo erogato. Sotto Hartz IV è difficile mantenere la casa di proprietà, neanche a parlarne se gravata da mutuo. Può darsi che nelle prime fasi il motivo del licenziamento abbia un peso, ma non credo. La ricchissima Germania Ovest si permetteva uno stato sociale molto più generoso. Invece le basi del mercato del lavoro attuale risalgono a Kohl, primi anni 80. La Merkel ha introdotto nel 2008 la cassa integrazione, evitando così che l'industria smantelli la propria capacità produttiva.