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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Grecia, un’agenda "segreta" per il dopo-default

La Grecia ha appena approvato un pacchetto di austerity. Ma sembra che esista un piano alternativo a quello ufficiale del governo Papademos. Ce ne parla MAURO BOTTARELLI

Lucas Papademos (Foto Imagoeconomica)Lucas Papademos (Foto Imagoeconomica)

La Grecia è come il gatto di Schrodinger, morta e viva allo stesso tempo. In effetti, non serve scomodare il fisico austriaco che ha messo in discussione l’interpretazione classica della meccanica quantistica per rendersene conto: esattamente come il gatto nella scatola, che attende ignaro la disintegrazione dell’atomo che gli salverà la vita o l’azionamento del relais che spaccherà la fiala di cianuro e lo ucciderà, Atene sa che il pacchetto di austerity votato ieri dal Parlamento potrà salvarla, garantendole i nuovi aiuti della troika e contemporaneamente ucciderla, visto che un Paese non solo fermo ma ormai alle soglie della disperazione sociale, non può applicare altro rigore. E se la Grecia, al di là dei voti farsa e della guerriglia urbana, stesse già lavorando, sottobanco, a un futuro lontano dall’euro e dall’eurozona? E non da ieri?

Lo sottolineava nel suo ultimo report, l’economista di Ubs, Stephen Deo, quando si chiedeva: «La Grecia sta già stampando la sua propria valuta?». Due i punti focali del ragionamento. Primo, l’espansione dello stato patrimoniale della Banca centrale greca attraverso l’Ela (Emergency liquidity assistance) dell’Ue, uno schema attraverso il quale le banche centrali nazionali danno un aiuto per mantenere solvente il settore bancario interno. Secondo, delle “quasi-dracme” sarebbero state già emesse. Non si tratta di nuove banconote sovrane, ma del fatto che lo Stato ha pagato fornitori degli ospedali con bond emessi a livello interno. Già, gli ospedali pubblici greci hanno accumulato debiti con i fornitori nel periodo tra il 2005 e il 2010: nel maggio 2010, il governo ha deciso di chiudere questa pratica e ha deciso di intervenire su questo debito in base alla legge 3867 del 2010. Nei mesi a seguire, tutto il debito accumulato dagli ospedali pubblici e del sistema sanitario, dal 2005 a metà 2007, fu fissato su basi cash.

Il totale fu di 1,5 miliardi di euro per gli anni 2005 e 2006, con ulteriori 240 milioni per la prima metà del 2007: un totale di 5,6 miliardi accumulati tra il 2007 e il 2010 furono fissati con bonds zero coupon (ovvero che non pagano cedole fino a scadenza dell’emissione). Nacquero così, i cosiddetti “pharma-bonds”. Questi strumenti finanziari sono bonds a tutti gli effetti e hanno tutte le caratteristiche dei bonds della Repubblica ellenica: recano numeri di identificazione internazionali per securities (Isin), sono negoziabili alla Borsa di Atene e trattano pari passu con altro debito greco. Il governo, in una nota per la stampa, fece notare che «i detentori di bonds che scelgono di scontare queste obbligazioni presso le banche, cristallizzeranno uno sconto del 19% rispetto al diritto originario».

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
17/02/2012 - Veramente squallido (Moeller Martin)

Commento un articolo e scopro di essere insultato in un post scriptum fuori contesto da un altro autore. Per di più non rispondendo nel merito, ma attingendo a piene mani dai più beceri luoghi comuni per arrivare alla conclusione che 'un tedesco non può che essere un nazista e allora non deve permettersi di criticare gli altri'. Salvo naturalmente che il Bottarelli sappia spiegare in modo razionale il nesso tra la contabilità delle vittime dell'olocausto e l'attuale crisi in Grecia. Ma oltre a questo, è richiesta eterna gratitudine in base ad un articolo scritto da un inglese anti-europeista dichiarato sul giornale fiancheggiatore dei conservatori e quindi impegnati con ogni mezzo a far fallire il progetto Euro. Ma nel mondo di Google è difficile manipolare la realtà e così salta fuori anche una versioni più completa e realistaica, fatta di una sequenza di ricatti che non può che fare vergognare i responsabili. Riguardo al russo, anche il Bottarelli dovrebbe sapere che l'Europa è stata spartita a Yalta e non nel 1953 e che la divisione della Germania in due stati è dovuta al rifiuto anglo-americano di costituire uno stato neutrale come in Austria. Personalmente poi, avrei in ogni caso parlato italiano. Riferimenti http://vocidallestero.blogspot.com/2012/02/le-condizioni-cartaginesi-della.html http://altrimondi.gazzetta.it/2010/10/la-germania-domenica-chiude-la.html http://it.wikipedia.org/wiki/London_Agreement_on_German_External_Debts