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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Grecia, un’agenda "segreta" per il dopo-default

Lucas Papademos (Foto Imagoeconomica)Lucas Papademos (Foto Imagoeconomica)

Qualcuno, quindi, dovrà accettare perdite da quei prestiti ormai andati, ma se questo qualcuno dovesse essere la Banca centrale greca, cosa farà? Stamperà moneta? Che farà quindi la Bce? Il suo lavoro, ovvero garantire che i detentori di equity siano estinti, i depositari protetti, il debito subordinato cancellato mentre il debito senior non assicurato dovrà fare default e, basandosi sullo status di ogni banca detentrice, essere prezzato a un livello accettabile. A quel punto le banche dovranno racimolare nuova equity e nuovo debito: e se otterranno la prima, il secondo seguirà. Alla fine, lo Stato greco dovrà nazionalizzare una banca o due, cosa che spiegherebbe la decisione dello scorso 30 gennaio dell’istituto ellenico Alpha Bank di sospendere le negoziazioni per la fusione con la sua partner Eurobank, ufficialmente in attesa della conclusione di un accordo fra il governo greco e i creditori privati sull’annullamento di una parte del debito del paese. Alpha Bank, inoltre, sottolineava che l’operazione di scambio di obbligazioni che deve ridurre il debito greco di circa 100 miliardi di euro dovrebbe influenzare, così come il partner Eurobank, in modo “sproporzionato” l’operazione.

Giunte a questo livello, le autorità greche potranno dare il via alle nuove emissioni di debito a basso rendimento: le obbligazioni avranno coupon annuale, ma il coupon successivo sarà, rispettivamente alle tre scadenze di emissione, a 12, 15 e 18 mesi, questo per minimizzare i pagamenti futuri e assicurare che questi siano scaglionati, in modo da mettere la mordacchia a potenziali speculatori intenzionati ad agitare i mercati in vista di un singolo, grosso pagamento di coupon. Per gli investitori individuali che detengono meno di 250mila euro di obbligazioni greche comprate prima del maggio 2010, l’ammontare di nuovi bonds sarà triplicato, in modo che per questa categoria le perdite sul principale saranno pari solo al 10%. E questo varrà per tutti i creditori unsecured, Bce inclusa. Ottenuto questo risultato, il 10 marzo prossimo la Grecia potrà fermare tutti i pagamenti di interessi e principali su qualsiasi veicolo di debito che non abbia subito lo swap concordato. E con il rischio concreto di perdere davvero soldi e veder andare in frantumi il castello di derivati che sorregge le scommesse di mezzo mondo sulla morte altrui, quasi certamente le manfrine europee e quelle tra governo e creditori privati (Iif) magicamente finiranno e si troverà un accordo nell’arco di tre giorni.

Tanto più che ieri il portavoce del governo greco, Pantelis Kapsis, ha confermato che le elezioni anticipate si terranno in Grecia ad aprile: «Questo governo ha ancora un mese, un mese e mezzo di lavoro davanti a sé. Completeremo il lavoro a marzo e le elezioni si faranno in aprile». E a vostro giudizio, un vecchia volpe come Papandreou lascerà la carta del malcontento e delle rivolta contro la troika in mano all’estrema destra del Laos, andando incontro a una sconfitta che sarebbe una pietra tombale politica?

 

P.S. Ho letto con un brivido il commento del lettore Martin Moeller alle toccanti parole di Dimitri Deliolanes, riguardo la situazione greca e le responsabilità europee. Non entro di nuovo nella questione, ma al netto del proverbiale rigore tedesco (molto affievolito, in verità, quando si tratta di ricattare Atene, vincolando gli aiuti alle commesse di armi per l’esercito), ricordo a Moeller che nel 1953 l’Accordo sul debito di Londra vide Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Grecia garantire a Konrad Adenauer un bell’haircut del 50% su tutto il debito tedesco, pari al 70% di sollievo sulle scadenze più a breve. Inoltre, ci fu una moratoria di 5 anni sul pagamento degli interessi. Questo garantì alla Germania di ricostruire la sua economia dopo la guerra (da essa stessa scatenata) ed evitare di finire del tutto sotto il giogo sovietico: non fu indolore la scelta, visto che la Gran Bretagna dovette presentarsi a Washington con il capello in mano per ottenere prestiti e la stessa Grecia, oggi tanto vituperata, rinunciò alle compensazioni di guerra che le spettavano.

Tutto questo avvenne nei confronti di una nazione che non aveva truccato i conti, fatto uno swap un po’ birichino e permesso ai suoi cittadini di vivere al di sopra di standard sostenibili dal welfare, ma che aveva portato morte e distruzione in Europa, con il corollario di 6 milioni di ebrei sterminati in nome dell’ideologia di uno psicopatico austriaco che i tedeschi avevano scelto come loro leader. Caro Moeller, va bene la legge della responsabilità e del “chi rompe paga”, ma se nel 1953 fossero stati duri verso il suo Paese un decimo di come lei lo è oggi con la Grecia, probabilmente parlerebbe russo.

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COMMENTI
17/02/2012 - Veramente squallido (Moeller Martin)

Commento un articolo e scopro di essere insultato in un post scriptum fuori contesto da un altro autore. Per di più non rispondendo nel merito, ma attingendo a piene mani dai più beceri luoghi comuni per arrivare alla conclusione che 'un tedesco non può che essere un nazista e allora non deve permettersi di criticare gli altri'. Salvo naturalmente che il Bottarelli sappia spiegare in modo razionale il nesso tra la contabilità delle vittime dell'olocausto e l'attuale crisi in Grecia. Ma oltre a questo, è richiesta eterna gratitudine in base ad un articolo scritto da un inglese anti-europeista dichiarato sul giornale fiancheggiatore dei conservatori e quindi impegnati con ogni mezzo a far fallire il progetto Euro. Ma nel mondo di Google è difficile manipolare la realtà e così salta fuori anche una versioni più completa e realistaica, fatta di una sequenza di ricatti che non può che fare vergognare i responsabili. Riguardo al russo, anche il Bottarelli dovrebbe sapere che l'Europa è stata spartita a Yalta e non nel 1953 e che la divisione della Germania in due stati è dovuta al rifiuto anglo-americano di costituire uno stato neutrale come in Austria. Personalmente poi, avrei in ogni caso parlato italiano. Riferimenti http://vocidallestero.blogspot.com/2012/02/le-condizioni-cartaginesi-della.html http://altrimondi.gazzetta.it/2010/10/la-germania-domenica-chiude-la.html http://it.wikipedia.org/wiki/London_Agreement_on_German_External_Debts