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IMPRESE/ Contraffazione: l’iniziativa di Federlegno contro la legge approvata dal Senato

Ci sarà tempo fino a lunedì 20 febbraio per cercare di evitare che il Parlamento italiano approvi una legge che rischia di penalizzare l’eccellenza del Made in Italy

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Ci sarà tempo fino a lunedì 20 febbraio per cercare di evitare che il Parlamento italiano approvi una legge che rischia di penalizzare l’eccellenza del Made in Italy. Può sembrare paradossale, eppure è così: la politica è pronta a dare più spazio alla contraffazione. All’interno del famoso “Milleproroghe” (Decreto Proroga Termini) è stato, infatti, inserito un articolo (il 22 bis) che aumenta da 5 a 13 anni la moratoria in materia di contraffazione del design. Una decisione che è stata approvata dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato, contrariamente a quanto previsto dall’articolo 239 del Codice di Proprietà Industriale e nonostante la normativa Comunitaria in proposito e la sentenza 27/01/2011 della Corte di Giustizia Europea. Sentenza che ha espressamente escluso la legittimità di una moratoria sull’applicazione della protezione di diritto d’autore delle opere di design. Ciò significa, come ha spiegato Roberto Snaidero, Presidente di FederlegnoArredo (l’associazione di categoria che dal 1945 rappresenta l’eccellenza dell’industria italiana della filiera legno-arredo) “che qualora l’articolo 22 bis, così come formulato, venisse definitivamente approvato, sottoporrebbe nuovamente l’Italia a una procedura d’infrazione certa da parte della Commissione Europea, con costi enormi per l’erario, poiché la sua adozione è manifestamente contraria alla Direttiva n. 98/71 CE e quindi illegittima”.

Come si diceva all’inizio, c’è tempo fino al 20 febbraio per evitare il peggio. In quella data, infatti, è previsto il voto della Camera che potrebbe dare il via libera definitivo a una legge che rischia di penalizzare le imprese impegnate nell’innovazione, nella ricerca e negli investimenti di processo e di prodotto il rischio, a tutto vantaggio di chi copia il lavoro altrui. Un modo tangibile per esprimere il proprio dissenso su questa norma è quello di aderire all’iniziativa di FederlegnoArredo che ha preposto un apposito form da compilare (Clicca qui per accedervi) per inviare una lettera di protesta ai parlamentari italiani. Come ha spiegato Snaidero, si tratta di “una presa di posizione consapevole, che va nella giusta direzione, in difesa della tutela delle opere del design italiano!”.