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QUALCOSA DI SINISTRA/ Quel "bluff" targato Monti-Passera-Fornero

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Banche: il governo proibisce agli istituti di credito di imporre ai clienti che stanno per sottoscrivere un mutuo immobiliare di comprare anche una polizza vita emessa da una propria compagnia controllata, pratica scorretta ed esosa. Non potranno più imporlo, ma suggerirlo sì. E quando glielo suggeriranno? In sede di negoziazione del mutuo, col cliente praticamente in ginocchio davanti al bancario. In sostanza: le polizze sottoscritte continueranno a essere nella stragrande maggioranza dei casi quelle emesse dalle stessa banca mutuante, con un filo di decoro in più. Altro sarebbe stato se le banche non avessero potuto più vendere le proprie polizze, ma necessariamente polizze altrui.

E ancora, le pompe di benzina: una piccola parte dei gestori proprietari potranno cambiare gestore. E perché non tutti? Infine, ma giusto per non tirarla troppo in lungo, lo scorporo della rete gas dall’Eni, decisione sospetta perché progettata per un futuro anteriore in cui questo governo non sarà più in carica e quindi destinata a essere rivista dal successore. È chiaramente una norma discussa e discutibile, perché pretende di liberalizzare a valle, cioè nella fase della distribuzione, il prezzo di un prodotto, il gas, che è praticamente monopolistico a monte, nella fase della produzione. Mentre nulla ha fatto il governo per liberalizzare i rigassificatori, quegli aggeggi odiati dagli ambientalisti ma indispensabili, grazie ai quali uno Stato può decidere da chi comprare il gas, senza dipendere dai gasdotti dai quali, una volta allacciatisi, non ci si stacca più.

Insomma: tutte cose utili, da fare. Se si trattasse di firmare oggi se farle o no, qualunque cittadino di buon senso dovrebbe firmare per il sì. E bravo Monti. Ma questa carrellata di ottime idee e sacrosante migliorie apportate al sistema fa nascere un empito di “benaltrismo”. Sono cose utili, ma “ben altre” andrebbero fatte. E non sono state fatte, perdendo un’occasione forse unica. Perciò, bravo Monti, bravo Passera, bravo(a) Fornero. Ma attenzione a santificarli. Sono continuisti, non rivoluzionari. Ed in fondo è un peccato.

Il potere e la reputazione di cui il governo gode, vista la fase commissariale ed emergenziale in cui sta gestendo l’Italia, avrebbe forse potuto indurlo a osare di più. A sovvertire dalle fondamenta alcuni snodi arrugginiti del sistema. Ma come attenderselo, se i suoi capi proprio di questo sistema sono stati e sono massimi esponenti?

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