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FINANZA/ 1. Sapelli: così Merkel e Sarkozy si preparano a far scomparire l’Europa

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Infophoto) Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Infophoto)

La frode sui conti, inoltre, è certo colpa dei governi greci di ogni forma e colore, ma anche dei commissari europei. Non dimentichiamo che il professor Prodi sostituisce Sander accusato di aver coperto la corruzione proprio a partire da Eurostat. Il fallimento della Grecia è il fallimento atteso del fianco Sud dell’Europa e, soprattutto (ed è qui il pericolo da tutti ignorato), del fianco sud della Nato. Ed è questo che deve preoccupare, per le conseguenze di ordine militare ch’esso può assumere. La Grecia, infatti, ha un Pil che non supera l’1% di quello europeo e spegnerlo non sarebbe stato difficile. Sarebbe stato un gioco di ragazzi se solo si fosse subito intervenuti con un finanziamento della Bce: immediato e diretto a sollevare con un po’ d’inflazione e un intervento monetario dello Stato un’economia che andava salvata all’istante, allargando i cordoni della borsa.

La follia germanica è stata quella di pensare di poter salvare le banche tedesche dagli asset tossici greci, che essi avevano nel loro marsupio senza che anche tutta la struttura sociale, prima che economica greca, crollasse sotto i colpi della politica deflattiva europea. La Grecia preannuncia ciò che può succedere all’Europa se la Bce non cambia politica e se la signora Merkel e il signor Sarkozy non perderanno le prossime elezioni, sostituendo la loro logica fallimentare e deflattiva con una logica di deficit spendig, di quantitative easing e di intervento pubblico in economia massiccio e immediato. Ai conti pubblici si penserà dopo se l’inflazione non basterà a curarli: ora bisognerebbe impedire il massacro sociale, la strage degli innocenti, che è in corso. E troppo tempo dovrà ancora passare prima che i due cavalieri dell’apocalisse europei si tolgano di mezzo.

Attendere è inevitabile. Nel mentre l’unica via di uscita non è istituzionale, ma sociale e naturale, ossia fondata sull’autorganizzazione economica del popolo e della povera gente, attraverso società cooperative vere e non fasulle come quelle troppo istituzionalizzate a cui siamo abituati, con banche del tempo e dei beni, forse anche attraverso monete di riferimento sociale e non finanziario, ossia autonomamente create da gruppi sempre più vasti di cittadini sostituendo l’euro come moneta di scambio quotidiana, ponendo freno e argine alla miseria sociale e all’ingiustizia che dei governi scandalosamente classisti stanno imponendo a tutta l’ Europa.

Oggi in Grecia domani in Portogallo, in Spagna, poi in Italia e poi, ancora… in Francia e Germania. L’oligarchia finanziaria non ha patria.

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COMMENTI
17/02/2012 - il merlo disse al corvo: "Come sei nero!" (giorgio cordiero)

Notizia di pochi minuti fa è che la Merkel rinuncia ad incontrare Monti, travolta dal terremoto Wulff, presidente della repubblica dell Germania , accusato, udite bene di corruzione. A differenza dei nostri politicanti che come minimo avrebbero detto che la magistratura (in questo caso quella di Amburgo) è politicizzata, probabilmente Wulff si dimetterà ed in onore a contanto cognome perderà il pelo e forse non il vizio. Certo che il tempismo con il quale la procure di Amburgo interviene è straordinariamente efficace. Ormai anche i tedeschi hanno capito che la Merkel sta guidando tutta l'Europa (e pure la medesima Germania) ad un sacrificio che potrebbe essere irreversibile in sitle "muoia Sansone con tutti i Filistei" e allora? Allora proprio nella Germania pura ed immacolata si scopre che ci sono i merli, divenuti neri per la corruzione ,che sono stati i primi ad andare a dire ai corvi greci quanto questi fossero neri. Lo hanno fatto da due anni a questa parte, quando sarebbero bastati 100 miliardi per salvare capra e cavoli (pardon Merli e corvi). L'oligarchia finanziaria è speculativa, talvolta è pure spietata e sicuramente a morale, ma non è stupida. Mi sa che la Merkel da utile idiota stia diventando un peso per gli stessi poteri forti che si preparano a scaricarla prima che rovini il giocattolo. E' il primo pesante avvertimento: o cambia musica, o saluta la politica.