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FINANZA/ Campiglio: Merkel-Obama, l’ultimo "round" per salvare Italia e Ue

Pubblicazione:sabato 18 febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 19 febbraio 2012, 13.05

Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto) Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto)

“Ossessione del bilancio”, “Fondamentalismo germanico”. Il professor Luigi Campiglio, docente di Politica economica all’Università Cattolica di Milano, non spara a casaccio. Arriva a definire le attuali scelte europee dopo aver ragionato con grande rigore logico, com’è nel suo costume di studioso riflessivo e appassionato. E lo dice dopo aver guardato i risultati di questa governance europea, che si riunisce con scadenze immutabili (lunedì ci sarà l’Eurogruppo), che incrocia le telefonate, in conference call, tra Berlino, Roma e Atene (è avvenuto ieri), ma che non risolve un problema se non all’insegna dell’austerità e del rigore. Una politica, di fatto, che sta mettendo in ginocchio l’Europa e che, aspetto più pericoloso, sta facendo impallidire lo spirito europeistico.

Siamo sempre allo steso punto, professore. Le stime sulla crescita dell’Eurozona sono state riviste. Al ribasso naturalmente.

Purtroppo queste sono le conseguenze di una precisa situazione. Il Paese di riferimento, chiamiamolo in questo modo, che in linea di principio potrebbe generare la crescita, per una serie di motivi, richiede a tutta Europa una politica di restrizione della domanda aggregata. Quello che sta facendo la Germania mi sembra sbagliato e non penso proprio che negli Stati Uniti, dove c’è un cenno di ripresa, siano particolarmente contenti di questa politica economica.

È anche per questa ragione che il presidente Usa, Barack Obama, si è intrattenuto a lungo con il nostro premier, Mario Monti?

Senza dubbio quello era uno degli scopi principali. Ma io credo che Monti sia un ottimo messaggero e ho visto che ha fatto anche delle osservazioni importanti e interessanti in sede europea. Ma le osservazioni e i messaggeri a volte non sono sufficienti. A questo punto, penso che sia necessario che lo stesso Presidente Barack Obama incontri il Cancelliere tedesco Angela Merkel. Le osservazioni e i messaggi, in una situazione come questa, ormai non bastano più.

Perché?


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