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FIAT/ L'esperto: così i risultati di Chrysler diventano un "peso" per Marchionne

La Chrysler torna in utile nel 2011 con 183 milioni di dollari di profitti netti, dopo che nel 2010 aveva fatto registrare perdite per 652 milioni. Ne parliamo con FRANCO OPPEDISANO

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FIAT-CHRYSLER, I RISULTATI 2011 COMMENTATI CON L'ESPERTO "Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Ora andiamo incontro a un nuovo anno di elevate aspettative con la testa bassa, concentrati a eseguire gli obiettivi che ci siamo posti", ha detto soddisfatto Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, commentando i dati che vedono la casa automobilistica americana tornare in utile nel 2011 con 183 milioni di dollari di profitti netti. Per capire l’importanza del risultato ottenuto, basti pensare che una cosa del genere non accadeva dal lontano 1997, e che nel 2010 la stessa Chrysler ha fatto registrare perdite per 652 milioni di dollari, il che significa un aumento di ben 835 milioni. Nel 2011 la quota di mercato è cresciuta del 10,5%, mentre il quarto trimestre ha chiuso con utili netti per 225 milioni di dollari, il risultato trimestrale migliore dal 2009. Commentiamo questi risultati del colosso di Detroit con Franco Oppedisano, giornalista economico esperto di Fiat, che in questa intervista per ilsussidiario.net sottolinea come questi dati non siano in realtà una grande sorpresa, perché «tutti gli analisti sapevano già che Chrysler sarebbe andata in pari. La casa americana nel 2011 è andata benissimo, è aumentata la quota di mercato e sono cresciute anche le vendite negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Chrysler è quindi ripartita, ma la vera notizia è che la casa di Detroit, anche secondo gli analisti, guadagna molto di più di quanto farà Fiat. Si è quindi verificato quel particolare caso in cui la controllata guadagna più della controllante, e questo conferma ulteriormente il fatto che abbiamo di fronte due mercati completamente diversi, in due momenti diversi, ma soprattutto in una situazione che vede il mercato statunitense crescere, mentre quello europeo, e soprattutto quello italiano, diminuisce». 

Parlando dei diversi mercati, chiediamo a Franco Oppedisano un commento riguardo al probabile ingresso di un terzo partner (Peugeot? Suzuki?) nell'alleanza tra Chrysler e Fiat: «Il problema è che sul mercato asiatico Fiat non esiste, come anche in Russia e in tutti i mercati emergenti, fatta eccezione per il Brasile, dove va fortissima. Per il resto però manca completamente in tutta l’Asia, quindi ha bisogno di un partner che sia capace di farla arrivare verso quel tipo di mercato, attraverso un processo di sinergia.