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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Quei "trucchi" sulla Grecia che fanno ricca la Germania

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Meno ottimisti sono invece parsi due personaggi decisamente addentro alla vicenda, ma che i media si sono ben guardati dal citare. Per Ewald Nowotny, membro del consiglio direttivo della Bce, infatti, «ovviamente esiste un rischio connesso alle detenzioni di debito greco dell’Eurotower, ma è la permanenza stessa di Atene nell’eurozona a non essere affatto sicura». Complimenti per la franchezza. Ancora più netto il giudizio dell’ad di Commerzbank, Klaus-Peter Mueller, che intervistato dalla tv tedesca Deutsches Anleger Fernsehen ha candidamente sentenziato che «la Grecia dovrebbe uscire dall’eurozona». Chiaro segnale che le banche tedesche hanno scaricato a prezzi di saldo quasi tutto il debito greco che detenevano e ora possono dire bye bye alla Grecia con il cuore e il portafoglio d’investimento più leggero.

E a propendere per questa ipotesi ci sta pensando il mercato, attraverso le performance delle ultime due settimane della Borsa di Atene, protagonista di un rally da +30%. Segnale che la “smart money”, ovvero le banche d’affari e i fondi, stanno anticipando questo epilogo, comprando a dismisura, visti i prezzi ridicoli di questo periodo e prezzando lo scenario più estremo, ovvero quell’uscita dall’euro, che sarebbe una manna per le aziende greche - e quindi per le azioni quotate - e un disastro per gli obbligazionisti, che vedrebbero i propri crediti convertiti in neo-dracme, motivo della sell-off tedesca in atto. Ma se c’è chi vende, c’è chi compra. Ad esempio, la società di consulenza italiana Proto Consulting, la quale ha deciso - per conto di un gruppo di propri investitori - di acquistare titoli del debito pubblico greco con scadenza breve, visto che gli investitori hanno manifestato interesse per questo genere di titoli. Auguroni.

D’altronde, le crisi servono a questo: far soldi facili, mica a rimettere a posto i bilanci. Già a fine giugno 2011, il meeting annuale degli hedge funds di Montecarlo si concentrò quasi unicamente sulle opportunità da cogliere per fare soldi nella situazione di pre-bancarotta. Gran cerimoniere è stato Robert Marquardt, fondatore del super-fondo Signet, secondo cui «quanto sta accadendo rappresenta una grande opportunità per fare soldi, visto che nonostante il rischio politico sia alto, la prospettiva a cui dobbiamo fare affidamento è quella della dinamica e del rapido cambiamento. Con una parte del debito greco trattata a 40 centesimi sul dollaro, possiamo dedurre che il recupero di valore in uno o due anni sarà decisamente più grande. Per difendersi da questa posizione di rischio, si può, ad esempio, posizionarsi short su Spagna o Portogallo. Oppure acquistare debito greco a un anno ponendosi contemporaneamente short su quello a tre o cinque anni».

E che dire del presidente della Better Capital, Jon Moulton, per cui l’attuale crisi greca rappresentava una grande opportunità, sia per i fondi speculativi che per il settore del private equity. Come? «Se la Grecia va in default, non importa se ora o tra un anno, si aprirà un periodo caotico e verranno a galla opportunità alle quali nemmeno avevamo pensato. Molto plausibilmente, molte istituzioni finanziarie si ritroveranno a corto di capitale, quindi si troveranno sul mercato assets che cercano di essere venduti in fretta per fare cassa: a quel punto il privaty equity avrà il capitale per gettarsi nella mischia mentre molti altri soggetti no. Stessa logica per gli hedge funds, visto che le banche dovranno “strizzare” il loro stato patrimoniale nella corsa per rimpiazzare il capitale che hanno utilizzato per operare sul debito greco».


COMMENTI
02/02/2012 - Re (J B)

Caro Bottarelli, quale verità? La Sua e quella dei suoi colleghi o quella dell'ottimo zerohedge che lei conosce bene, vero? La scoperta della verità, lasciamola al tenente Colombo. Lei sostiene che gli altri Paesi forse non ne hanno giovato dall' entrata nell' Euro. Bene, io dico che hanno fatto carte false per entrarci e godere del prestigio di una moneta forte (visto che lo si doveva fare come il Marco) e di bassi tassi di interesse. I Piigs senza l'Euro sarebbero falliti 10 anni fa. Oltretutto, invece di godersi del periodo di tregua concesso dall?Euro e di fare le riforme che oggi timidamente cercano di fare, hanno scelto la via del debito. E ora la responsabile sarebbe la Germania che ha sempre avuto una politica monetaria rigorosa? Certo, gli industriali tedeschi hanno sempre cercato e voluto una moneta più debole del Marco. Per questo vogliono l'Euro e LTRO a gogo. Visto che li ha più volte citati nei suoi articoli, forse dovrebbe prendere (o perdere) qualche ora e leggere Von Mises e Hayek. Le consiglio anche H. Hazlitt che è una lettura più veloce. La scuola Austriaca di economia applicata al risparmio gestito, mi dice che negli ultimi 6 anni ho visto ritorni a due cifre. La gente saggia e preparata, purtroppo per loro ed i loro clienti, ha studiato Keynes e Friedman. Auguri di buona stampa! Ps Dorma sonni tranquilli che continuo a leggerla. La sua è pur sempre una voce fuori dal coro.

 
02/02/2012 - Quale conclusione... (Elio Campagna)

Oramai leggendo i suoi articoli mi sono convinto, mio malgrado, che nessuno, a questo punto, è in grado di cambiare una conclusione pessima per la Grecia e per tutti noi (relativamente). Tutti hanno superato i loro limiti e non posso fare oltre, cioé occorrerebbe che si trovasse un accordo per salvare l'Europa, almeno questo. Ma per salvarci, cosa dovrebbe succedere? Ha mai pensato a un articolo tipo "Cosa succederebbe se..." Mi sono abituato alle sue descrizioni ma convergono tutti nel disastro orchestrato da truffatori (Grecia), sciacalli (Germania) e vittima sacrificale (Italia) e quindi non riesco proprio ad immaginare un post-disastro. Domanda: quale sarebbe il fatto che sia meno peggio per tutta la nostra povera Europa? Cosa sarebbe auspicabile che possa capitarci, in base a come sono adesso purtroppo distribuite sulla scacchiera le pedine, per evitare almeno lo spettro di una tragedia a favore di un lutto... pur con la fatica di elaborare tale lutto ma almeno l'Europa avrebbe un futuro. PS. Grazie per il suo intervento.

 
02/02/2012 - Che noia... (J B)

Boattarelli, ormai i suoi articoli sono solo insulti alla Germania. Guardi, le dico io cosa doveva fare la Germania: staccare la spina all'Europa e togliersi dall'Euro. Godersi un afflusso mostruoso di capitali ed abbassare le tasse a livelli da Irlanda alle sue imprese ed ai suoi cittadini. (magari legando il nuovo marco all'oro) Altro che si stampi Dottor Draghi...

RISPOSTA:

Caro JB, capisco che la verità dia fastidio a chi campa di dogmi, non sapendoli adattare alla realtà, ma ormai il mondo intero sa quanto la Germania abbia beneficiato dell'euro a discapito degli altri Paesi, altro che staccare la spina e legare il marco all'oro. Il fatto che ieri lo stesso Juncker abbia detto che i negoziati sullo swap sono "ultra-difficili", dopo giorni di ottimismo di maniera, dimostra come la bella scelta della banche tedesche di scaricare bond a prezzo di saldo, tramuterà una palla di neve in una valanga. E' sotto gli occhi di tutti, tranne i suoi: tutti i commentatori economici e finanziari del Sussidiario, gente molto più saggia e preparata di me, stanno sottolineando ormai da settimane la strategia folle della Germania e rischi che questa implica. Mi dica: tutti ignoranti, tranne lei? Ha mai pensato che potrebbe essere il contrario? Se non le piacciono i miei articoli, poi, faccia una bella cosa: smetta di leggerli. Le giuro che me ne farò una ragione, anche se con difficoltà. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)

 
02/02/2012 - w il realismo (francesco taddei)

this is germany baby!