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FINANZA/ 2. Quei "trucchi" sulla Grecia che fanno ricca la Germania

Pubblicazione:giovedì 2 febbraio 2012

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

E se di certo c’è che il costo per il nuovo salvataggio di Atene è già salito da 130 a 145 miliardi di euro, va registrata, tra le altre cose, la pacata presa di posizione del ministro dell’Economia tedesco, il liberale Philipp Roesler, il quale ha dichiarato senza troppi giri di parole che i nuovi aiuti ad Atene possono arrivare solo «se il governo greco mette finalmente mano alle riforme necessarie. La nostra pazienza con la Grecia si avvicina decisamente al limite». Insomma, il nervo ellenico è scoperto per la Germania. Molto scoperto. E non solo per una mera questione di ammontare degli aiuti o ritardi politici. Se infatti il negoziato tra governo ellenico e Iif appare sempre più una rivisitazione in chiave finanziaria di “Aspettando Godot”, con i fondi speculativi pronti a bloccare tutto a colpi di ingiunzioni e desiderosi di far scattare le clausole dei credit default swaps, c’è qualcun’altro che segue le trattative in corso ad Atene con molto interesse: proprio gli investitori retail tedeschi, veri e propri divoratori di debito greco dallo scorso dicembre a oggi.

Già, la cosiddetta “dumb money” è diventata parte integrante dei detentori dei 206 miliardi di obbligazioni greche di cui si sta discutendo l’haircut e a confermarlo ci pensano i dati che giungono dalla Borsa di Stoccarda, la principale piazza finanziaria tedesca per la trattazione di prodotti derivati e obbligazioni, comprese quelle sovrane dell’eurozona e dove passa il 60% di tutte le transazioni degli investitori individuali tedeschi. Da qualche giorno a questa parte, improvvisamente, i titoli di debito ellenici sono scambiati come se non ci fosse un domani, basti pensare che da metà dicembre il loro volume di scambio è raddoppiato e oggi sono secondi soltanto ai Bund per quantità scambiate. A fare la parte del leone, nemmeno a dirlo, i bonds con scadenza a marzo, il cui volume di scambio è cresciuto dell’80% e il prezzo è molto, molto basso, 39 centesimi sull’euro dai 50 della fine di dicembre. Le obbligazioni con scadenza maggio, invece, viaggiano addirittura più basse, a 30 centesimi sull’euro. Insomma, gli investitori tedeschi stanno lanciando i dadi e scommettono: se non vi sarà un aiuto finanziario immediato, la Grecia non potrà pagare gli interessi su quei bonds tra poche settimane, ma se si raggiungerà un accordo con i creditori, sostenuto da un’alta percentuale di partecipanti e lo swap avrà davvero luogo, allora quelle scommesse così rischiose potrebbero trasformarsi in investimenti profittevoli a basso costo.

Ma chi sta vendendo a prezzi di saldo quei bonds agli investitori individuali alla Borsa di Stoccarda? La cosiddetta “smart money”, ovvero banche e assicurazioni, le stesse che stanno trattando con Atene sullo swap e che possono decidere di prendere o lasciare, ovvero accettare le condizioni di Atene o spingerla verso il default, visti i soli 5,3 miliardi di dollari di cds ellenici. Insomma, la Germania ha tutto l’interesse a fare in modo che le sue banche e società assicuratrici giochino su due tavoli ancora per un po’, prendendo tempo ai negoziati in modo da poter scaricare sempre più posizioni di debito greco sul mercato a un prezzo basso sì, ma certamente più alto di quello che uscirebbe dallo swap o, peggio, da un default, che in tal caso sarebbe zero.


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COMMENTI
02/02/2012 - Re (J B)

Caro Bottarelli, quale verità? La Sua e quella dei suoi colleghi o quella dell'ottimo zerohedge che lei conosce bene, vero? La scoperta della verità, lasciamola al tenente Colombo. Lei sostiene che gli altri Paesi forse non ne hanno giovato dall' entrata nell' Euro. Bene, io dico che hanno fatto carte false per entrarci e godere del prestigio di una moneta forte (visto che lo si doveva fare come il Marco) e di bassi tassi di interesse. I Piigs senza l'Euro sarebbero falliti 10 anni fa. Oltretutto, invece di godersi del periodo di tregua concesso dall?Euro e di fare le riforme che oggi timidamente cercano di fare, hanno scelto la via del debito. E ora la responsabile sarebbe la Germania che ha sempre avuto una politica monetaria rigorosa? Certo, gli industriali tedeschi hanno sempre cercato e voluto una moneta più debole del Marco. Per questo vogliono l'Euro e LTRO a gogo. Visto che li ha più volte citati nei suoi articoli, forse dovrebbe prendere (o perdere) qualche ora e leggere Von Mises e Hayek. Le consiglio anche H. Hazlitt che è una lettura più veloce. La scuola Austriaca di economia applicata al risparmio gestito, mi dice che negli ultimi 6 anni ho visto ritorni a due cifre. La gente saggia e preparata, purtroppo per loro ed i loro clienti, ha studiato Keynes e Friedman. Auguri di buona stampa! Ps Dorma sonni tranquilli che continuo a leggerla. La sua è pur sempre una voce fuori dal coro.

 
02/02/2012 - Quale conclusione... (Elio Campagna)

Oramai leggendo i suoi articoli mi sono convinto, mio malgrado, che nessuno, a questo punto, è in grado di cambiare una conclusione pessima per la Grecia e per tutti noi (relativamente). Tutti hanno superato i loro limiti e non posso fare oltre, cioé occorrerebbe che si trovasse un accordo per salvare l'Europa, almeno questo. Ma per salvarci, cosa dovrebbe succedere? Ha mai pensato a un articolo tipo "Cosa succederebbe se..." Mi sono abituato alle sue descrizioni ma convergono tutti nel disastro orchestrato da truffatori (Grecia), sciacalli (Germania) e vittima sacrificale (Italia) e quindi non riesco proprio ad immaginare un post-disastro. Domanda: quale sarebbe il fatto che sia meno peggio per tutta la nostra povera Europa? Cosa sarebbe auspicabile che possa capitarci, in base a come sono adesso purtroppo distribuite sulla scacchiera le pedine, per evitare almeno lo spettro di una tragedia a favore di un lutto... pur con la fatica di elaborare tale lutto ma almeno l'Europa avrebbe un futuro. PS. Grazie per il suo intervento.

 
02/02/2012 - Che noia... (J B)

Boattarelli, ormai i suoi articoli sono solo insulti alla Germania. Guardi, le dico io cosa doveva fare la Germania: staccare la spina all'Europa e togliersi dall'Euro. Godersi un afflusso mostruoso di capitali ed abbassare le tasse a livelli da Irlanda alle sue imprese ed ai suoi cittadini. (magari legando il nuovo marco all'oro) Altro che si stampi Dottor Draghi...

RISPOSTA:

Caro JB, capisco che la verità dia fastidio a chi campa di dogmi, non sapendoli adattare alla realtà, ma ormai il mondo intero sa quanto la Germania abbia beneficiato dell'euro a discapito degli altri Paesi, altro che staccare la spina e legare il marco all'oro. Il fatto che ieri lo stesso Juncker abbia detto che i negoziati sullo swap sono "ultra-difficili", dopo giorni di ottimismo di maniera, dimostra come la bella scelta della banche tedesche di scaricare bond a prezzo di saldo, tramuterà una palla di neve in una valanga. E' sotto gli occhi di tutti, tranne i suoi: tutti i commentatori economici e finanziari del Sussidiario, gente molto più saggia e preparata di me, stanno sottolineando ormai da settimane la strategia folle della Germania e rischi che questa implica. Mi dica: tutti ignoranti, tranne lei? Ha mai pensato che potrebbe essere il contrario? Se non le piacciono i miei articoli, poi, faccia una bella cosa: smetta di leggerli. Le giuro che me ne farò una ragione, anche se con difficoltà. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)

 
02/02/2012 - w il realismo (francesco taddei)

this is germany baby!