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Economia e Finanza

REDDITOMETRO/ Il commercialista: per imprese e famiglie effetti positivi

Il nuovo strumento messo a punto dal governo potrebbe sortire come effetto positivo, spiega CORRADO COLOMBO, lo spostamento della tassazione dalle imprese ai consumi

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Non ci si lasci ingannare dal nome; può ricordare quello di un giocattolo, ma è decisamente più insidioso. Ben presto i contribuenti italiani si dovranno abituare al redditometro. Studiato apposta per le persone fisiche, setaccia le abitudini di spesa dei singoli, valutandone la congruità con i redditi dichiarati. Un centinaio di voci, che comprendono le spese relative, ad esempio, a mutui, elettrodomestici, la scuola per i figli, gli abbonamenti sportivi, i gioielli, le spese mediche, ma anche jet, cavalli e imbarcazioni.  Presto sarà disponibile per chiunque un software in grado di effettuare gli stessi calcoli che effettua l’Agenzia delle entrate. Di modo che ciascuno possa sapere se la sua posizione potrebbe rivelarsi a rischio. «Così concepito, è strutturato in maniera, tutto sommato, “amichevole”. Ovvero, l’amministrazione finanziaria mette a disposizione anche del cittadino uno strumento che lo metta nelle condizioni di sapere quale dovrebbe essere virtualmente il reddito congruo alle proprie spese ed, eventualmente, di verificare se non abbia fatto degli errori nel dichiarare le proprie entrate», afferma, raggiunto da ilSussidiario.net Corrado Colombo, Commercialista e Presidente Compagnia delle Professioni Economiche.

Secondo Colombo, in ogni caso, alla base del redditometro vi è un principio giusto dal punto di vista del sistema economico visto nel suo complesso. «È preferibile spostare la tassazione verso il consumo, verso la capacità di spesa, piuttosto che sulla produzione di reddito, ovvero le imprese. In svariati casi, infatti, i controlli e gli adempimenti sono tali da paralizzarne le attività. E, quando la produzione e l’efficienza di un’impresa vengono ostacolate, i danni si riflettono sulla collettività».

È meglio, quindi, effettuare gli accertamenti a valle. «Sono più semplici ed efficaci». Finora, si è adottata una linea contraria. «Si è preferito procedere appesantendo gli adempimenti per le aziende». In sostanza: «Lasciamo che le imprese producano ricchezza. Se tale ricchezza sarà evasa,  sarà possibile verificarlo attraverso l’utilizzo che ne farà la persona fisica». Ovviamente, affinché il  principio realmente abbia efficacia, sarebbe necessario procedere, contestualmente, anche in un’altra direzione. «Occorrerebbe sgravare le imprese da lacci, lacciuoli ed appesantimenti burocratici». C’è un’altra novità che Colombo reputa positiva. «Finora si è sempre contemplato unicamente la potenzialità contributiva del singolo. Ora si procede verso un’impostazione familiare».