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SCENARIO/ Ecco la "carta" della crescita dimenticata da Monti

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Sono scettico a questo proposito. Io credo che il Governo questo tipo di scelta non la farà ancora. Basta pensare a come si è costituita la crisi del Governo Berlusconi. Si è fatto pensare che era il Premier la causa della crisi europea e non si è detto che era quest’ultima la causa anche della crisi italiana. Lo spread era sul conto di Berlusconi, non di quello che stava accadendo nel mondo e l’Europa subiva. In più si può vedere quello che è emerso dall’ultimo vertice europeo con una politica di rigore e austerità che di certo non ci porta verso la crescita. Lì bisognava dire che il governo italiano non può più chiedere tasse agli italiani dopo la manovra che è stata fatta. Non credo che sia stato detto a chiare lettere. E a questo punto, come si fa a pensare a una fase due, a una fase di crescita del Paese?

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
02/02/2012 - formatori e sformatori (giorgio cordiero)

Concordo in buona sostanza con quanto affermato dal Sig. Maranzana, ma desidero fare una precisazione che riguarda l'aspetto umano che permea (per fortuna) il concetto di istruzione. Gli uomini e le donne preposte all'insegnamento sono stati formati in un'ottica completamente diversa da quella necessaria a fare si che l'insegante sia in grado di trasferire al giovane lo spirito del cambiamento, anzi è lo stesso giovane che molte volte si trova psicologicamente preparato ad affrontare una sfida diversa da quella vissuta dai genitori. Il giovane sa che il posto fisso non esiste più, sa che è bello ed affascinante cambiare attività, sa che un troppo elevato grado di specializzazione (cosa che si richiedeva fino a pochissimi anni fa) diventa deleterio perchè gli inibisce di fatto la capacità di riconvertirsi. Non sto dicendo che la specializzazione e la professionalità siano da buttare alle ortiche, ma credo che la cd cultura generale debba essere insegnata in modo più serio: in una parola tutte le materie dell'insegamento devono davvero avere pari valore e dignità, almeno fino alla fine di licei. Il problema sta nell'incertezza del medesimo corpo docente che si vede di fatto congelare le carriere e gli aumenti di stipendi (anzianità comprese) che sono una base per la tranquillità di chi è cresciuto con l'obiettivo di quest'ultima. Io ho 46 anni, e non ho mai ambito alla pensione, o meglio ,vorrei poter lavorare fino a quandola salute mi assista, come libero professionista

 
02/02/2012 - Cambiare perché la società cambia (enrico maranzana)

"Tutte le cose che stiamo cercando di fare sono operazioni di ricerca della consapevolezza. I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia". Con queste parole il prof. Monti ha descritto lo scenario entro cui è da collocare il problema formativo: la società cambia vorticosamente.. quello che è valido oggi domani potrebbe non esserlo più .. anzi, potrebbe addirittura essere controproducente! Si tratta di una linea di pensiero che ha rivoluzionato o meglio, che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo della scuola il cui cardine è stato da tempo modificato per legge: la trasmissione della conoscenza non è più il fine dell’istituzione; questa è diventata il mezzo per la promozione e il consolidamento delle capacità degli studenti. Ma le scuole hanno fatto spallucce, sono rimaste abbarbicate a logore pratiche organizzative e didattiche .. le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti. Si può nutrire qualche speranza che il ridisegno delle regole del mondo del lavoro non incontri gli stessi insormontati ostacoli eretti da quello scolastico?