BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

BANCHE/ Trovato il paradosso che "punisce" le imprese

Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica)Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica)

Perciò è bene che l’irritazione si trasformi in azione: se la propria banca di riferimento nega o restringe i fidi, si bussi ad altri istituti. È quello che consiglia ad esempio Antonio Patuelli, vicepresidente vicario dell’Abi. Patuelli, in un suo recente scritto, seppure con la cautela tipica di un banchiere, esprime due concetti chiari. Primo concetto: “La sana e prudente gestione delle banche non è soltanto una scelta, ma un obbligo, a tutela degli azionisti, dei clienti, del mercato e dell’economia”. Come dire: gli istituti di credito non sono delle onlus o delle associazioni di beneficenza, ma pur sempre delle aziende dedite al profitto che non possono eccedere in rischi salvo mettere a repentaglio la propria esistenza.

Secondo concetto di Patuelli: “L’attività creditizia non è frutto di anarchiche discrezionalità da parte delle banche, ma di norme complesse e rigorose contenute in leggi e in regolamenti emanati e controllati dalla Banca d’Italia”. Patuelli altro non aggiunge, ma, per un banchiere misurato e con il senso delle istituzioni qual è, queste parole hanno un significato ben preciso: le decisioni degli istituti di erogare o non erogare credito rispettano norme e regolamenti dettati dalla Vigilanza della Banca d’Italia.

Il paradosso è chiaro, quindi. Visco consiglia le banche di non far mancare fondi alle imprese, i banchieri rispondono indirettamente che se non forniscono talvolta credito a qualche impresa è per rispettare le indicazioni della Vigilanza. E che le disposizioni della Banca d’Italia siano più restrittive lo attestano studi e ricerche, con comparazioni a livello europeo, delle principali banche italiane e pure dell’Abi che sono illustrati solo in seminari a porte chiuse. Perché i banchieri, cauti spesso fino all’autocensura, non vogliono criticare la Banca d’Italia per la Vigilanza asfissiante (più delle Vigilanze degli altri paesi europei) e per i regolamenti restrittivi in termini di ponderazione dei rischi (più restrittivi anche di quelli francesi e tedeschi). Così devono sorbirsi pure le ramanzine dell’Istituto centrale. Cornuti e mazziati.

 

Twitter@Michele_Arnese

© Riproduzione Riservata.