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BANCHE/ Trovato il paradosso che "punisce" le imprese

Pubblicazione:lunedì 20 febbraio 2012

Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica) Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica)

Dopo gli esponenti della Casta che tuonano contro i privilegi della Casta, e dopo la Corte dei Conti che lancia allarmi sulla corruzione nella Pubblica amministrazione, non poteva mancare un altro paradosso economico. Ha provveduto la Banca d’Italia a proseguire la recente tendenza delle istituzioni a lanciare proclami che andrebbero indirizzati alle istituzioni stesse.

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, sabato scorso ha detto: care banche, cercate di non far mancare il credito alle imprese. Qualche purista delle istituzioni si sarà chiesto: rientra nei compiti del governatore della Banca d’Italia spronare le banche a erogare credito? I puristi risponderebbero di no. Ma questi non sono tempi normali. Eppure, se si osserva qualche dato, un interrogativo è lecito sulle sollecitazioni del governatore della Banca d’Italia. L’ammontare complessivo del credito erogato dal sistema bancario italiano alle imprese nel 2011 ha registrato un aumento del 3,1% rispetto al 2010. Insomma, chi parla da mesi di credit crunch conclamato forse dovrebbe essere più cauto.

Detto questo, è indubbio che una flessione del credito c’è; e ci mancherebbe che non ci fosse visto che i consumi languono, la produzione è fiacca e gli investimenti latitano. Infatti, a fronte di un andamento positivo fino a novembre, lo scorso dicembre si è registrato un calo del 2,3% nell’erogazione del credito. Per questo il presidente dell’associazione bancaria, Giuseppe Mussari, parla di un rallentamento nella crescita del credito più che di un restringimento del credito. I banchieri saranno pure e giustamente screditati, però non sempre dicono baggianate; e gli imprenditori sono spesso dediti alle lagne più che alle innovazioni.

Il nuovo consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani, ha fatto notare un numero: nel 2011 le sofferenze del sistema bancario sono aumentate del 38%. “Ecco perché il costo del credito si sta deteriorando in maniera assai rapida”, ha aggiunto. È comprensibile l’irritazione di molti imprenditori verso le banche che si irrigidiscono nel fornire prestiti, ma con l’incremento progressivo di crediti incagliati e sofferenze bancarie per gli istituti l’erogazione di fondi diventata un’attività talvolta a rischio.


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