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Economia e Finanza

FINANZA/ Fortis: Monti e Grecia, due "illusioni" che ci lasciano in crisi

Uno striscione dei manifestanti greci (Foto: Infophoto)Uno striscione dei manifestanti greci (Foto: Infophoto)

Un futuro carico di incertezza e di difficoltà, non solo per l’Europa, ma per tutto l’Occidente, anche per l’America. Quello che sta avvenendo non è una diretta conseguenza di questi ultimi anni. Bisognerebbe parlare di quando l’Occidente ha cominciato a cedere quote di lavoro ai paesi emergenti. Dimenticando un fatto fondamentale: è il lavoro la vera fonte di ricchezza, l’economia reale. A un certo punto hanno ceduto troppe quote di lavoro. Si voleva sostituire il manifatturiero con il terziario avanzato e si è cominciato a vendere “patacche” finanziarie. Si è creata così una ricchezza fittizia e questo porta oggi, dopo la crisi, a non poter neppure finanziare il debito della Grecia. Perché la ricchezza fittizia è saltata per aria con la grande crisi finanziaria.

 

Il problema è che a questo punto, tra “scaltrezze”, accordi sofferti, documenti che alcuni firmano e altri no, si vede non solo incertezza, ma anche diffidenza reciproca.

 

A questo punto si può persino aggiungere che occorre diffidare anche degli indicatori economici. Guardandosi un po’ in giro e ascoltando, ogni tanto si sente dire da un Paese che ha risolto i suoi problemi. Sembra che qualcuno si rivolga direttamente ai mercati per confortarli, per dire loro quello che si aspettano di sentire. Come è possibile orientarsi in una simile situazione? È inevitabile pensare che siamo entrati in una fase di grandissima incertezza.

 

(Gianluigi Da Rold)

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