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GEOFINANZA/ Piano salva-Grecia, la nuova "truffa" dell’Europa

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In pratica, sarà il fondo Efsf a rimborsare 30 miliardi di euro in contanti ai creditori privati (il cosiddetto “sweetener”), proprio con una quota dei 130 miliardi di euro di aiuti internazionali che attendevano ieri l’approvazione da parte dell’Eurogruppo, nei fatti quindi già scesi a 100: il programma Psi (Private Sector Involvment) di swap, infatti, impone anche dei costi a carico dell’eurosistema. A cui si aggiungono poi quelli per la Grecia, da scontare dal totale degli aiuti del secondo piano, ovvero dai 100 potenziali: 35 miliardi di fondi per il buyback dei bonds dall’eurosistema, 5,7 miliardi di fondi per pagare gli interessi e 50 miliardi in ricapitalizzazioni bancarie. Un totale di 120,7 miliardi da scontare dai 130 miliardi totali di secondo piano d’aiuti.

Dove troverà i soldi l’Efsf? A oggi, infatti, non ha pre-finanziato nessuno dei suoi obblighi, il che significa che dovrà inondare il mercato con circa 90 miliardi di bonds: non essendo più quei bond, di fatto, con rating AAA visto che la Francia ha perso quella valutazioni, a quale costo il fondo Efsf si farà finanziare dai mercati? I quali, una volta che avranno individuato chiaramente quel gap fondamentale, cominceranno a porre questioni serie sull’intero programma Psi, innescando nuova tensione, soprattutto obbligazionaria.

Inoltre, al netto delle spese da scontare, basteranno alla Grecia 9,3 miliardi per finanziarsi e rimettersi in piedi nei prossimi tre anni? A occhio e croce, penso proprio di no. Tanto più che, per ottenere il secondo piano di aiuti, alla Grecia è stato imposto di inserire nella sua Costituzione una norma che garantisce assoluta priorità al pagamento del debito su ogni altro tipo di spesa pubblica (sanità, scuole, pensioni e quant’altro). E veniamo ora ai creditori privati, i quali tra l’altro hanno già detto che l’accordo è solo un primo passo, segnale che da qui all’8 marzo, data indicata per l’inizio dello swap, molte variabili potranno intervenire.

La Grecia intende dar vita allo swap appunto nella finestra temporale tra l’8 e l’11 marzo, ma l’intransigenza della Bce, la quale ha deciso di non rinunciare alle plusvalenze sui propri bonds ellenici, dando vita proprio venerdì scorso a un fulmineo swap diretto con Atene, potrebbe ora complicare la questione. In questo modo, infatti, l’Eurotower ha creato un precedente di subordinazione che implica uno status senior della Bce rispetto a tutti gli altri investitori privati e riguardo tutti i debiti sovrani che detiene.

Ora tutto dipende da quali saranno i termini reali dello swap dell’8 marzo prossimo, soprattutto se Atene farà passare da qui alla scadenza del 20 marzo una legislazione che imponga clausole per una class action collettiva sui vecchi bond pre-swap: se accadrà, molti detentori minacceranno una causa, soprattutto se nel frattempo si scoprirà che tra le obbligazioni detenute dalla Bce e già scambiate ce ne sono alcune denominate in legislazione inglese, quelle ovvero che tutelano totalmente il detentore da perdite o cambi di legislazione del Paese che emette il titolo e che oggi sono per la gran parte nelle mani dei fondi speculativi.

Ammettiamo che Atene riesca a far passare la legge prima del 20 marzo, a quel punto ci saranno due possibili epiloghi. Primo, il 100% del gruppo di detentori privati accetta i termini dello swap e quindi scatta la volontarietà, evitando l’evento creditizio: impossibile, già oggi la quota di adesione è sotto il 75%. Secondo, a fronte di una parte di detentori che si chiama fuori, la Grecia si fa forte della sua clausola di class action collettiva ed emette anche per quella percentuale nuovi bonds: questo è un evento di credito. E, norme alla mano, dovrebbe far scattare le clausole dei cds. A confermare il mio sospetto ci hanno pensato ieri pomeriggio i prezzi del basis package greco (Ggb), ovvero il prodotto finanziario che vende obbligazioni elleniche insieme a cds sul debito greco, che ha toccato il massimo a sei mesi in area 100, mentre il credit default swap greco ha sfondato l’upfront del 73%: insomma, al netto di domanda tecnica da parte dei traders e richieste per i più liquidi bond greci sotto legislazione britannica, è la quasi certezza che si verificherà nel breve termine un evento di credito a mandare in orbita i prezzi, fino alla scorsa settimana da gran saldo.


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COMMENTI
23/02/2012 - La Grecia di oggi è il nostro futuro (Mariano Belli)

Quello che sfugge a molti è che siamo avviati anche noi sulla stessa strada della Grecia...loro sono un anno in anticipo rispetto a noi, possiamo vedere in loro il nostro futuro prossimo. Tutti sanno, ma molti fanno finta di non ricordarsene, che troppe tasse hanno sempre depresso l'economia, e i miracoli avvengono raramente.... Mi auguro solo che negli Usa la Teoria Monetaria Moderna possa prendere, e presto, il sopravvento nelle stanze del potere, per poi diffondersi da noi fino a lasciare nei bassifondi della grande storia politica europea i folli omunculi che la governano da qualche anno. O stampiamo moneta, o siamo condannati : non al declino, ma alla fame, quella vera.

 
22/02/2012 - Chi vivrà vedrà! (Silvano Rucci)

“le istituzioni europee ci stanno bellamente e sonoramente prendendo per il culo!” Commento Questa situazione di “presa per il culo” potrebbe non durare molto. Dopo le elezioni presidenziali in Francia si potrebbe rompere l’asse franco germanico e le nuove relazioni che Monti cerca di imbastire con idee, senz’altro di rigore ma volutamente espansionistiche, non fondate soltanto sull’austerità tra i vari Paesi dell’Unione, potrebbero cambiare la fisionomia economica e finanziaria dell’Europa! Chi vivrà vedrà!

 
22/02/2012 - 6000 MLD (Diego Perna)

Mi sono chiesto perchè dei falsari debbano stampare 6000 , dicasi seimila miliardi di dollari di titoli di stato americani. Mi chiedo il senso e la logica di un fatto come questo e non riesco a darmene una risposta plausibile. Come si potrebbero piazzare tutta questa enorme quantitá di titoli, non c' è il rischio che dopo averne piazzati , che so , 100 milionii , volendone piazzare altri 5999,9 miliardi si possa essere scoperti nela truffa? So che Le semmbrerà strano e forse il problema me lo sono posto soltanto io, ma Le potrei chiedere il Suo parere su un fatto simile? Grazie Buona Serata

 
22/02/2012 - non è molto chiaro (Fabrizio Terruzzi)

non è molto chiaro ma dovrebbe essere così: la Grecia produce tuttora deficit di bilancio (decrescenti), del 10% nel 2010 e dell'8% nel 2012 (credo), e fino a tutto il 2014. Pertanto non solo non è in grado di rimborsare il suo debito ma deve aumentarlo ulteriormente (infatti nell'ultimo anno è cresciuto del 10%). E la UE, se vuole che non faccia default, deve dargli i soldi per l'una e l'altra cosa. In pratica il debito pubblico attuale si trasformerà, nel tempo, in un debito di pari importo se non superiore (vds altre necessità) con la UE. Debito che la Grecia potrà rimborsare come? E' qui che manca un piano chiaro e credibile. In teoria liberando risorse che la renderanno più competitiva e torneranno a farla crescere. Ma visto il tonfo del suo PIL andrà già di lusso se fra 5 anni riguadagnerà il livello attuale. Ovvero se fra 5 anni avrà raggiunto di nuovo il livello di partenza, l'attuale rapporto debito/PIL. Però a quella data il suo creditore di gran lunga prevalente, per importanza quasi l'unico, sarà la UE. Da qui la necessità di starle alle costole tanto da parlare di "commissariamento". L'Europa sa benissimo che la partita con la Grecia potrà rimanere aperta molto, molto a lungo.

 
22/02/2012 - la sfera di cristallo e la ricostruzione ellenica (antonio petrina)

Noi non abbiamo la sfera di cristallo ( penso neanche bottarelli) e quindi le ricostruzione post bellica ( sic !) ellenica dovrà far fronte al debito vecchio che oggi appare inverosimilmente alto : ma tra 15 anni ? Fantasmi ed eleganze dei debiti pubblici in "Miti e paradossi della giustizia tributaria" di luigi einaudi.