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GEOFINANZA/ Piano salva-Grecia, la nuova "truffa" dell’Europa

All’alba di ieri l’Eurogruppo ha dato via libera a una nuova tranche di aiuti per la Grecia. MAURO BOTTARELLI ci spiega perché questo piano non può funzionare

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«Domani e domani e domani ancora. Strisciando e arrancando giorno dopo giorno, fino all’ultima sillaba del tempo stabilito. E tutti i nostri ieri hanno indicato ai folli, la via della morte che polverizza. Spegniti fugace candela, la vita è solo un’ombra che cammina, un povero giocatore che borioso e inquieto si dibatte sulla scena e di cui poi non si sa più nulla. Il racconto d’un idiota chiassoso e furioso che alla fine non significa niente». Certamente quando William Shakespeare scriveva questa parole nell’atto quinto, scena quinta del Macbeth non aveva in testa il destino odierno della Grecia, ma rilette alla luce di quanto sta accadendo, si adattano in modo sconcertante.

Ma senza scomodare il bardo di Stratford, altre parole hanno messo in discussione la messe di pareri ottimistici seguiti al presunto accordo salva-Grecia raggiunto all’alba di ieri dall’Eurogruppo. «Questo accordo non è un qualcosa per cui brindare», è il commento di Jan Kees de Jager, ministro delle Finanze olandese, lo stesso che ha imposto la presenza permanente della troika ad Atene, ovvero il commissariamento della Grecia. In effetti, è andata come vi avevo pronosticato nel mio articolo di lunedì. Anzi, un po’ peggio. L’unico risultato ottenuto dal vertice, infatti, è garantire che banche e assicurazioni ottengano i soldi che spettano loro per la scadenza obbligazionaria del 20 marzo, 14,5 miliardi di euro che l’Europa presterà ora alla Grecia affinché questa glieli ridia pronta cassa sottoforma di coupon: accidenti, ci voleva proprio un meeting fiume di 12 ore e dei cervelli sopraffini per ottenere un risultato simile, un gioco delle tre carte in piena regola.

A differenza di quanto detto da Mario Monti, poi, il contagio non è affatto stato evitato, perché a fronte di spread stabili o in lieve ribasso, quello portoghese è rimasto altissimo, con rendimenti del decennale oltre il 12,50%: sintomo che l’anello più prossimo e debole della Grecia non ha avuto proprio nulla da festeggiare per questo accordo. Si è aggravata, poi, anche la voce relativa al costo per Atene delle ristrutturazioni bancarie, salita da 23 a 50 miliardi di euro. Facciamo quindi un rapido calcolo, al netto della novità. Lo swap con i creditori privati prevede ora un taglio del 53% dei rimborsi, ma i restanti 100 miliardi di crediti verranno ristrutturati per il 70% con nuovi titoli di Stato greci con scadenze a lungo termine e per il 30% via cash.

 geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
23/02/2012 - La Grecia di oggi è il nostro futuro (Mariano Belli)

Quello che sfugge a molti è che siamo avviati anche noi sulla stessa strada della Grecia...loro sono un anno in anticipo rispetto a noi, possiamo vedere in loro il nostro futuro prossimo. Tutti sanno, ma molti fanno finta di non ricordarsene, che troppe tasse hanno sempre depresso l'economia, e i miracoli avvengono raramente.... Mi auguro solo che negli Usa la Teoria Monetaria Moderna possa prendere, e presto, il sopravvento nelle stanze del potere, per poi diffondersi da noi fino a lasciare nei bassifondi della grande storia politica europea i folli omunculi che la governano da qualche anno. O stampiamo moneta, o siamo condannati : non al declino, ma alla fame, quella vera.

 
22/02/2012 - Chi vivrà vedrà! (Silvano Rucci)

“le istituzioni europee ci stanno bellamente e sonoramente prendendo per il culo!” Commento Questa situazione di “presa per il culo” potrebbe non durare molto. Dopo le elezioni presidenziali in Francia si potrebbe rompere l’asse franco germanico e le nuove relazioni che Monti cerca di imbastire con idee, senz’altro di rigore ma volutamente espansionistiche, non fondate soltanto sull’austerità tra i vari Paesi dell’Unione, potrebbero cambiare la fisionomia economica e finanziaria dell’Europa! Chi vivrà vedrà!

 
22/02/2012 - 6000 MLD (Diego Perna)

Mi sono chiesto perchè dei falsari debbano stampare 6000 , dicasi seimila miliardi di dollari di titoli di stato americani. Mi chiedo il senso e la logica di un fatto come questo e non riesco a darmene una risposta plausibile. Come si potrebbero piazzare tutta questa enorme quantitá di titoli, non c' è il rischio che dopo averne piazzati , che so , 100 milionii , volendone piazzare altri 5999,9 miliardi si possa essere scoperti nela truffa? So che Le semmbrerà strano e forse il problema me lo sono posto soltanto io, ma Le potrei chiedere il Suo parere su un fatto simile? Grazie Buona Serata

 
22/02/2012 - non è molto chiaro (Fabrizio Terruzzi)

non è molto chiaro ma dovrebbe essere così: la Grecia produce tuttora deficit di bilancio (decrescenti), del 10% nel 2010 e dell'8% nel 2012 (credo), e fino a tutto il 2014. Pertanto non solo non è in grado di rimborsare il suo debito ma deve aumentarlo ulteriormente (infatti nell'ultimo anno è cresciuto del 10%). E la UE, se vuole che non faccia default, deve dargli i soldi per l'una e l'altra cosa. In pratica il debito pubblico attuale si trasformerà, nel tempo, in un debito di pari importo se non superiore (vds altre necessità) con la UE. Debito che la Grecia potrà rimborsare come? E' qui che manca un piano chiaro e credibile. In teoria liberando risorse che la renderanno più competitiva e torneranno a farla crescere. Ma visto il tonfo del suo PIL andrà già di lusso se fra 5 anni riguadagnerà il livello attuale. Ovvero se fra 5 anni avrà raggiunto di nuovo il livello di partenza, l'attuale rapporto debito/PIL. Però a quella data il suo creditore di gran lunga prevalente, per importanza quasi l'unico, sarà la UE. Da qui la necessità di starle alle costole tanto da parlare di "commissariamento". L'Europa sa benissimo che la partita con la Grecia potrà rimanere aperta molto, molto a lungo.

 
22/02/2012 - la sfera di cristallo e la ricostruzione ellenica (antonio petrina)

Noi non abbiamo la sfera di cristallo ( penso neanche bottarelli) e quindi le ricostruzione post bellica ( sic !) ellenica dovrà far fronte al debito vecchio che oggi appare inverosimilmente alto : ma tra 15 anni ? Fantasmi ed eleganze dei debiti pubblici in "Miti e paradossi della giustizia tributaria" di luigi einaudi.