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GEOFINANZA/ Piano salva-Grecia, la nuova "truffa" dell’Europa

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Anche Goldman Sachs appare certa di questa eventualità, tanto che nel suo report la banca d’affari scriveva chiaro e tondo che «le maggiori perdite inflitte al settore privato, scelta che coinvolgerà l’attivazione retroattiva di clausole collettive di class action e di conseguenza quelle dei cds, rappresenta una fonte certa di volatilità nel breve termine». Ma al di là della questione legata ai creditori privati, tutt’altro che risolta, nelle dieci pagine di analisi di sostenibilità preparata da fonti comunitarie e utilizzate come base per l’accordo dell’Eurogruppo, ci sono alcune realtà sconcertanti che i grandi media non vi diranno e che minano alle fondamenta l’accordo e tutto l’ottimismo che l’ha accompagnato.

Primo, anche in base allo scenario più ottimistico, le misure di austerità imposte ad Atene rischiano di scatenare una recessione così profonda da non consentire al Paese di uscire dalla trappola del debito nemmeno nel periodo coperto dal nuovo piano di aiuti, ovvero il 2014. Di più, uno scenario sull’andamento del debito greco preparato per i leader dell’eurozona, dice chiaramente che lo stock calerà molto più lentamente di quanto previsto, arrivando al 160% nel 2020, dato ben superiore al 120% fissato dal Fondo monetario internazionale. In un contesto simile, sempre dati comunitari, la Grecia potrebbe aver bisogno di un aiuto da 245 miliardi da qui al 2020, quasi il doppio dei 136 delle proiezioni base. Inoltre, anche nel più ottimistico degli scenari, Atene avrà bisogno di altri 50 miliardi di euro. Nella documentazione, poi, si dice chiaramente che con ratio di debito/Pil così alte nei prossimi otto anni «anche shock molto piccoli potrebbero innescare dinamiche insostenibili, lasciando il programma in atto pesantemente in balia degli eventi negativi».

Infine, la perla assoluta, un qualcosa che di per sé dimostra chiaramente come l’accordo raggiunto sia nulla più che una farsa, l’ennesima. Gli scenari che abbiamo appena contemplato, infatti, partono dall’assunto di un Pil greco in declino dell’1% nel 2013, a fronte di un dato di crescita del quarto trimestre del 2011 che è stato del -7%! Insomma, l’Ue basa i suoi studi sostenibilità sul fatto che, in assenza di politiche espansive e di stimolo, ma anzi con ulteriori tagli draconiani e austerity, la Grecia da qui a un anno possa migliorare la sua performance economica. «Domani e domani e domani ancora. Strisciando e arrancando giorno dopo giorno, fino all’ultima sillaba del tempo stabilito...».

Spero che Luca Raimondi mi passi, per una sola volta, il francesismo: cari lettori, politici - greci compresi - le istituzioni europee ci stanno bellamente e sonoramente prendendo per il culo! Punto.

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COMMENTI
23/02/2012 - La Grecia di oggi è il nostro futuro (Mariano Belli)

Quello che sfugge a molti è che siamo avviati anche noi sulla stessa strada della Grecia...loro sono un anno in anticipo rispetto a noi, possiamo vedere in loro il nostro futuro prossimo. Tutti sanno, ma molti fanno finta di non ricordarsene, che troppe tasse hanno sempre depresso l'economia, e i miracoli avvengono raramente.... Mi auguro solo che negli Usa la Teoria Monetaria Moderna possa prendere, e presto, il sopravvento nelle stanze del potere, per poi diffondersi da noi fino a lasciare nei bassifondi della grande storia politica europea i folli omunculi che la governano da qualche anno. O stampiamo moneta, o siamo condannati : non al declino, ma alla fame, quella vera.

 
22/02/2012 - Chi vivrà vedrà! (Silvano Rucci)

“le istituzioni europee ci stanno bellamente e sonoramente prendendo per il culo!” Commento Questa situazione di “presa per il culo” potrebbe non durare molto. Dopo le elezioni presidenziali in Francia si potrebbe rompere l’asse franco germanico e le nuove relazioni che Monti cerca di imbastire con idee, senz’altro di rigore ma volutamente espansionistiche, non fondate soltanto sull’austerità tra i vari Paesi dell’Unione, potrebbero cambiare la fisionomia economica e finanziaria dell’Europa! Chi vivrà vedrà!

 
22/02/2012 - 6000 MLD (Diego Perna)

Mi sono chiesto perchè dei falsari debbano stampare 6000 , dicasi seimila miliardi di dollari di titoli di stato americani. Mi chiedo il senso e la logica di un fatto come questo e non riesco a darmene una risposta plausibile. Come si potrebbero piazzare tutta questa enorme quantitá di titoli, non c' è il rischio che dopo averne piazzati , che so , 100 milionii , volendone piazzare altri 5999,9 miliardi si possa essere scoperti nela truffa? So che Le semmbrerà strano e forse il problema me lo sono posto soltanto io, ma Le potrei chiedere il Suo parere su un fatto simile? Grazie Buona Serata

 
22/02/2012 - non è molto chiaro (Fabrizio Terruzzi)

non è molto chiaro ma dovrebbe essere così: la Grecia produce tuttora deficit di bilancio (decrescenti), del 10% nel 2010 e dell'8% nel 2012 (credo), e fino a tutto il 2014. Pertanto non solo non è in grado di rimborsare il suo debito ma deve aumentarlo ulteriormente (infatti nell'ultimo anno è cresciuto del 10%). E la UE, se vuole che non faccia default, deve dargli i soldi per l'una e l'altra cosa. In pratica il debito pubblico attuale si trasformerà, nel tempo, in un debito di pari importo se non superiore (vds altre necessità) con la UE. Debito che la Grecia potrà rimborsare come? E' qui che manca un piano chiaro e credibile. In teoria liberando risorse che la renderanno più competitiva e torneranno a farla crescere. Ma visto il tonfo del suo PIL andrà già di lusso se fra 5 anni riguadagnerà il livello attuale. Ovvero se fra 5 anni avrà raggiunto di nuovo il livello di partenza, l'attuale rapporto debito/PIL. Però a quella data il suo creditore di gran lunga prevalente, per importanza quasi l'unico, sarà la UE. Da qui la necessità di starle alle costole tanto da parlare di "commissariamento". L'Europa sa benissimo che la partita con la Grecia potrà rimanere aperta molto, molto a lungo.

 
22/02/2012 - la sfera di cristallo e la ricostruzione ellenica (antonio petrina)

Noi non abbiamo la sfera di cristallo ( penso neanche bottarelli) e quindi le ricostruzione post bellica ( sic !) ellenica dovrà far fronte al debito vecchio che oggi appare inverosimilmente alto : ma tra 15 anni ? Fantasmi ed eleganze dei debiti pubblici in "Miti e paradossi della giustizia tributaria" di luigi einaudi.