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RIFORMA FISCALE/ L’esperto: ancora un “finto” piano per le famiglie

Venerdì il Consiglio dei ministri discuterà una riforma fiscale, che promette di contenere vantaggi per le famiglie. LUCA PESENTI ci espone le sue perplessità in proposito

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Ci sarà un’inversione di tendenza nella politica fiscale? Il famoso spostamento della pressione fiscale, dalle persone alle cose, dichiarato sia da Giulio Tremonti che dal nuovo “governo dei tecnici” di Mario Monti, è in elaborazione oppure può rimanere solamente una promessa vuota? È uno dei temi centrali che sono sul tappeto in questi giorni per modellare l’intervento dello Stato nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Partiamo da una notizia interessante. Dal 2014 le famiglie povere pagheranno meno tasse. È quello che prevede l’articolo 15 della bozza del decreto sulle semplificazioni fiscali che si discuterà venerdì in Consiglio dei ministri. Il gettito nella lotta all’evasione che arriverà negli anni 2012 e 2013 sarà destinato a partire dal 2014 a misure di sostegno delle fasce di reddito più basse e in particolare all’aumento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico. Detta in questo modo la notizia è ancora frammentaria, in embrione e vagamente specificata. Ma occorrerà attendere il testo preciso. Si può però intravedere, non solo da questa disposizione prevista, ma anche da altre dichiarazioni, una possibile inversione di tendenza. Luca Pesenti è docente di programmazione del welfare locale all’Università Cattolica di Milano e conosce molto bene la realtà della situazione italiana e di quello che stanno sopportando in questo momento le famiglie.

La prima cosa che viene spontaneo chiedere è se tutto questo è realistico in una situazione come quella in cui viviamo?

L’idea di trasformare il recupero dell’evasione in un vantaggio per famiglie di basso reddito è un fatto positivo. Indica uno scopo, un intervento per uno scopo. Ed è quindi anche di grande impatto mediatico, ma per tutte le persone. Non c’è dubbio. Sul realismo di quest’operazione dobbiamo fare alcuni ragionamenti.

Quali esattamente?

Partiamo dalla prima considerazione del taglio dell’Irpef del 3% previsto per tutti, ma che è mirato sulla fascia che ha un reddito tra i settemila e i quindicimila euro all’anno. Vale a dire che sui primi quindicimila euro c’è un calo sensibile. Poi c’è la questione delle detrazioni. L’ammontare attuale, mi pare che si aggiri sui 160 miliardi di euro e riguarda soprattutto le famiglie. È stato scongiurato il taglio minacciato da Tremonti del 20%. In sostanza si vede un’inversione di tendenza, c’è una controtendenza. Ma uno si chiede anche come si recuperano i soldi, oltre che dall’evasione fiscale, in un periodo di recessione. È probabile che per quest’anno non ci sia una nuova manovra. Ma il prossimo anno che cosa ci aspetta?

Perché questo scetticismo?


COMMENTI
23/02/2012 - Quando i governanti ci aiuteranno davvero? (claudia mazzola)

Non sono nata ieri, la mia mamma e papà ancor meno, figuriamoci i miei nonni... credetemi mi sembra di sentir sempre le stesse riforme, la menzogna è ripetitiva. I miei occhi hanno visto 2 generazioni e la mia sgobbare e tirarsi fuori dalle magagne con l'aiuto di Dio!