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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Tutti i numeri che smentiscono il "successo" della Merkel

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

La ragione di questa nuova spinta all’export, quindi, non è da cercare nella competitività di un modello sociale, quanto nell’ottima capacità logistica che connette porti e aeroporti tedeschi (Amburgo e Francoforte, in primis) alle principali direttrici del commercio europeo. Niente di sbagliato: gli investimenti in infrastrutture sono encomiabili e la politica di Berlino è stata senza dubbio lungimirante. Ciò non toglie che la Germania goda, insieme all’Olanda (che ha visto dinamiche di crescita simili), di una predisposizione geografica e, per certi aspetti, storica a questo ruolo: imporre ad Atene lo stesso modello significherebbe spostare il Pireo da qualche parte sulle coste dell’Atlantico. Realistico?

La sfida di un’Europa unita, quindi, non può prescindere dalle differenti identità dei Paesi membri: a storie diverse corrispondono diversi tentativi di risposta alle esigenze delle persone. Quando questi tentativi falliscono, chi - a ogni livello - crede nel futuro dell’Unione deve intervenire con fermezza e senza indugi. In questo modo il lavoro per l’integrazione riguarda tutti e non esclude sorprese: magari chi ha fatto di efficienza e logistica il proprio credo deve ancora scoprire che tutto questo carico di storia e tradizioni, anche in tempi di crisi e riorganizzazioni, resta la vera ricchezza per un’Europa dei popoli.

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COMMENTI
23/02/2012 - nuova e più vera europa (francesco taddei)

"La sfida di un’Europa unita, quindi, non può prescindere dalle differenti identità dei Paesi membri: a storie diverse corrispondono diversi tentativi di risposta alle esigenze delle persone". occorre rivedere il modello europeo in un'ottica più federale: strategie differenti fra gli stati, unità su linee guida di politica estera/difesa/energia e superare la legge oscurantista sulle tre lingue.