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LIBERALIZZAZIONI/ Taxi, farmacie, banche: cosa cambia nel decreto con gli emendamenti

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DECRETO LIBERALIZZAZIONI LA PIOGGIA DI EMENDAMENTI Liberalizzazioni a rischio. Secondo alcuni commentatori la pressione delle cosiddette "lobby" starebbe frenando tutto quanto il progetto relativo alle liberalizzazioni di categorie come quella dei trasporti, in particolare i taxi, le farmacie e altre. Mercoledì prossimo in Aula ci sarà il voto - sul quale sembra che il governo intenda porre la fiducia - ma non si sa che versione del decreto Cresci-Italia sarà proposta: potrebbe infatti aver subito pesanti modifiche. Al momento si sa che per quanto riguarda la categoria dei tassisti la decisione di mettere al bando nuove licenze torna in mano ai sindaci delle città, i comuni e anche le regioni. L'autorità dei trasporti si limiterà a esprimere parere obbligatorio ma non vincolante, a monitorare il servizio, le tariffe, le esigenze. In base a tali informazioni i sindaci potranno decidere se bandire concorsi straordinari  L'autorità dei trasporti avrà a disposizione cinque milioni di euro per il 2012, e potrà erogare sanzioni amministrative. È prevista una maggiore libertà di decidere le tariffe del trasporto.

Sulle farmacie c'è grande caos perché la categoria si è espressa in modo perentorio contro il decreto liberalizzazioni. Il problema principale è quello della nuova apertura di esercizi: si parla di cinquemila nuove farmacie, ma i farmacisti non sono d'accordo. Il decreto prevedeva una nuova farmacia ogni tremila abitanti, il Pdl chiede sia ogni 3.800 abitanti. Per Federfarma la cifra giusta sarebbe ogni 2.200 abitanti. Ci sono delle novità invece per quanto riguarda le Rc auto. Molte le strette sui tentativi di raggirare le assicurazioni, come i risarcimenti e i cosiddetti colpi di frusta inventati.

In tale modo si vuole abbassare i costi delle assicurazioni facendo loro risparmiare sulle truffe. I danni di lievi entità causati da incidenti stradali non saranno più rimborsati, a meno che non siano certificati da esami medici obiettivi. Chi si inventa un danno fisico oppure alla sua auto rischia da uno a cinque anni di galera, passando dagli attuali sei mesi fino ai quattro anni. Possibile riparare l'auto in una officina di fiducia senza passare da quelle segnalate dalla compagnia di assicurazioni senza subire il taglio del 30% del rimborso. Per quanto riguarda le banche viene inserita la possibilità di continuare a condizionare i mutuo o il credito al consumo alla sottoscrizione di una assicurazione vita.


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